I sistemi di monitoraggio statunitensi smentiscono quelli europei, che non hanno osservato lo stesso fenomeno: a conti fatti, alla vaccinazione contro la pandemia influenzale da virus A/H1N1 del 2009, è seguito davvero, oltreoceano, un leggero aumento dei casi di sindrome di Guillain Barrè, una particolare forma di paralisi transitoria che può essere provocata da varie cause, influenza compresa. Il rischio resta comunque minimo, poiché la vaccinazione contro l’H1N1 è ritenuta responsabile di poco più di un caso di questa malattia su un milione di persone vaccinate. Eppure la segnalazione, pubblicata su Lancet e basata su sei diversi sistemi di rilevamento che hanno coinvolto oltre 20 milioni di persone sembra dare almeno in parte ragione a chi, come molti medici, teme questa conseguenza della vaccinazione, segnalata per la prima volta in occasione di un’epidemia verificatasi nel 1976 negli Stati Uniti. Gli esperti però ridimensionano l’allarme: un rischio aggiuntivo di un caso su un milione non toglie valore ai vantaggi della vaccinazione.
Paralisi da antinfluenzale, rara ma c’è stata
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Abbiamo un grosso problema con gli incendi

Gli incendi che stanno devastando il Mediterraneo nell'estate 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico rende i roghi più probabili, intensi e difficili da controllare, aggravando gli effetti di una gestione del territorio spesso inadeguata e delle cause di origine umana. Oltre a distruggere ecosistemi e aumentare le emissioni di CO₂, il fumo degli incendi rappresenta una minaccia crescente per la salute, con impatti documentati sulla mortalità e su alcune malattie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Prevenzione, gestione forestale e riduzione delle emissioni di gas serra restano le strategie chiave per contenere il rischio.
Foto di Mike Newbry su Unsplash
Dalla seconda metà di luglio 2026 l'Europa mediterranea è stretta in una morsa di incendi che stanno costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Al 29 luglio 2026 si stimano quasi 435mila ettari di suolo bruciato da inizio anno, 1400 incendi contati, quasi 18 milioni di tonnellate di CO2 emesse (dati dell’European Forest Fire Information System).