I gas serra prodotti dalle attività umane e ritenuti responsabili del riscaldamento globale comprendono molte altre sostanze oltre all’anidride carbonica, su cui si sono finora concentrate le attenzioni degli esperti. Secondo Stephen Montzka, della National Oceanic and Atmospheric Administration di Boulder, in Colorado, che ha dedicato un’approfondita review su Nature all’argomento, non andrebbe sottovalutato tra gli altri il ruolo di metano, protossido d’azoto e clorofluorocarburi. Alcuni di questi gas hanno tra l’altro un tempo di durata nell’atmosfera molto inferiore a quella della CO2, per cui, intervenendo sulle loro emissioni, si potrebbero ottenere risultati molto più rapidi che non tagliando la sola anidride carbonica proveniente dai combustibili fossili, provvedimento che comunque resta indispensabile per interrompere il fenomeno in maniera sostanziale.
Non è tutta colpa della CO2
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Transizione energetica: realtà tecnologica e promesse per il futuro

La crisi energetica degli ultimi anni ha riportato al centro del dibattito non solo la decarbonizzazione, ma anche la sicurezza degli approvvigionamenti e la resilienza delle infrastrutture. I dati più recenti mostrano che la crescita delle fonti a basse emissioni sta ormai coprendo l'aumento della domanda mondiale di elettricità, mentre il sistema energetico continua a dipendere in larga misura dai combustibili fossili. Ma quali tecnologie sono già mature, quali stanno emergendo e quali appartengono ancora al futuro?
La crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina e l’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente hanno rafforzato la consapevolezza che la questione energetica non riguarda soltanto la sostenibilità ambientale. Oggi, le questioni centrali riguardano la sicurezza degli approvvigionamenti e la resilienza delle infrastrutture.