fbpx L'interruttore della prostata | Page 4 | Scienza in rete

L'interruttore della prostata

Primary tabs

Read time: 1 min

Un gruppo di ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Harvard ha scoperto un gene da cui sembra dipendere nei topi tutta l’aggressività del cancro alla prostata. «Se il gene c’è, le metastasi non si formano, ma se lo togli subito compaiono» dice Karen Cichowski, che ha coordinato il lavoro. «E’ come se tutta la cascata della metastatizzazione dipendesse da quest’unico interruttore, capace di impedire i due processi della crescita tumorale e della formazione di metastasi». Ed è proprio mettendo a tacere questo gene, chiamato  DAB2IP, attraverso meccanismi epigenetici, che il cancro si fa strada.

Se il dato sarà confermato anche sugli esseri umani, la scoperta potrebbe aprire la strada a un test capace di distinguere i tumori della prostata destinati a diffondersi rapidamente, mettendo a rischio la sopravvivenza, da quelli intenzionati a sonnecchiare per molti anni. Nella migliore delle ipotesi, poi, potrebbe costituire un nuovo target per la produzione di farmaci innovativi.

Nature Medicine pubblicato online il 14 febbraio 2010 doi:10.1038/nm.2100

Autori: 
Sezioni: 
Oncologia

prossimo articolo

Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

grafico onde

Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).