fbpx L'interruttore della prostata | Page 4 | Scienza in rete

L'interruttore della prostata

Primary tabs

Read time: 1 min

Un gruppo di ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Harvard ha scoperto un gene da cui sembra dipendere nei topi tutta l’aggressività del cancro alla prostata. «Se il gene c’è, le metastasi non si formano, ma se lo togli subito compaiono» dice Karen Cichowski, che ha coordinato il lavoro. «E’ come se tutta la cascata della metastatizzazione dipendesse da quest’unico interruttore, capace di impedire i due processi della crescita tumorale e della formazione di metastasi». Ed è proprio mettendo a tacere questo gene, chiamato  DAB2IP, attraverso meccanismi epigenetici, che il cancro si fa strada.

Se il dato sarà confermato anche sugli esseri umani, la scoperta potrebbe aprire la strada a un test capace di distinguere i tumori della prostata destinati a diffondersi rapidamente, mettendo a rischio la sopravvivenza, da quelli intenzionati a sonnecchiare per molti anni. Nella migliore delle ipotesi, poi, potrebbe costituire un nuovo target per la produzione di farmaci innovativi.

Nature Medicine pubblicato online il 14 febbraio 2010 doi:10.1038/nm.2100

Autori: 
Sezioni: 
Oncologia

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.