fbpx L'interruttore della prostata | Scienza in rete

L'interruttore della prostata

Primary tabs

Read time: 1 min

Un gruppo di ricercatori del Brigham and Women's Hospital di Harvard ha scoperto un gene da cui sembra dipendere nei topi tutta l’aggressività del cancro alla prostata. «Se il gene c’è, le metastasi non si formano, ma se lo togli subito compaiono» dice Karen Cichowski, che ha coordinato il lavoro. «E’ come se tutta la cascata della metastatizzazione dipendesse da quest’unico interruttore, capace di impedire i due processi della crescita tumorale e della formazione di metastasi». Ed è proprio mettendo a tacere questo gene, chiamato  DAB2IP, attraverso meccanismi epigenetici, che il cancro si fa strada.

Se il dato sarà confermato anche sugli esseri umani, la scoperta potrebbe aprire la strada a un test capace di distinguere i tumori della prostata destinati a diffondersi rapidamente, mettendo a rischio la sopravvivenza, da quelli intenzionati a sonnecchiare per molti anni. Nella migliore delle ipotesi, poi, potrebbe costituire un nuovo target per la produzione di farmaci innovativi.

Nature Medicine pubblicato online il 14 febbraio 2010 doi:10.1038/nm.2100

Autori: 
Sezioni: 
Oncologia

prossimo articolo

Referendum: votare NO per difendere la giustizia

statua della giustizia con un grande NO

Il 22 e 23 marzo siamo chiamati a esprimerci sulla riforma costituzionale della giustizia firmata dal governo Meloni e dal ministro Nordio. La proposta modifica il Consiglio superiore della magistratura e istituisce una nuova Alta Corte disciplinare. Sono scelte che rischiano di aumentare il peso della politica sull’autogoverno della magistratura, mettendo in discussione un principio centrale della Costituzione: l’indipendenza dei giudici. Decisiva anche nei casi in cui diritto, scienza e bioetica si intrecciano.

Il 22 e il 23 marzo si svolgerà il referendum sulla riforma costituzionale firmata dalla presidente del consiglio Meloni e dal ministro della giustizia Nordio. È un referendum necessario.