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L'identikit traspare dal DNA

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Da un mozzicone di sigaretta o da una macchia di sangue sarà possibile risalire al colore dei capelli della persona da cui provengono. A leggere queste cruciali informazioni nel DNA sono stati per primi i ricercatori dell’Università Erasmus di Rotterdam, gli stessi che recentemente avevano annunciato di poter riconoscere con un alto grado di probabilità nel materiale genetico anche il colore degli occhi e l’età dell’individuo.

A rischiare di essere individuati dalle loro tracce finora erano solo i colpevoli dai capelli rossi, per la loro rarità. I 13 marcatori su 11 geni descritti su Human Genetics dagli studiosi olandesi permettono invece di distinguere non solo tra biondi e mori, ma anche tra sfumature di colore, per esempio tra biondo chiaro e scuro oppure rossiccio, con un’accuratezza superiore all’80 per cento.  Perché la scoperta, ottenuta analizzando il DNA di centinaia di europei, possa rivoluzionare la medicina forense, ci vorrà però ancora qualche anno: il tempo necessario per mettere a punto un kit e validarne i risultati.

Human Genetics; DOI 10.1007/s00439-010-0939-8

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Genetica

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.