fbpx L'identikit traspare dal DNA | Scienza in rete

L'identikit traspare dal DNA

Primary tabs

Read time: 1 min

Da un mozzicone di sigaretta o da una macchia di sangue sarà possibile risalire al colore dei capelli della persona da cui provengono. A leggere queste cruciali informazioni nel DNA sono stati per primi i ricercatori dell’Università Erasmus di Rotterdam, gli stessi che recentemente avevano annunciato di poter riconoscere con un alto grado di probabilità nel materiale genetico anche il colore degli occhi e l’età dell’individuo.

A rischiare di essere individuati dalle loro tracce finora erano solo i colpevoli dai capelli rossi, per la loro rarità. I 13 marcatori su 11 geni descritti su Human Genetics dagli studiosi olandesi permettono invece di distinguere non solo tra biondi e mori, ma anche tra sfumature di colore, per esempio tra biondo chiaro e scuro oppure rossiccio, con un’accuratezza superiore all’80 per cento.  Perché la scoperta, ottenuta analizzando il DNA di centinaia di europei, possa rivoluzionare la medicina forense, ci vorrà però ancora qualche anno: il tempo necessario per mettere a punto un kit e validarne i risultati.

Human Genetics; DOI 10.1007/s00439-010-0939-8

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Obesità, oltre il farmaco: la sfida tra cure, equità e stigma

farmaci usati nel trattamento dell obesita

Le nuove linee guida dell’OMS segnano una svolta nel trattamento dell’obesità, introducendo i farmaci GLP-1 come opzione terapeutica per gli adulti. Ma la loro diffusione solleva interrogativi su accesso, sostenibilità e appropriatezza clinica. L’obesità resta una malattia complessa, che richiede approcci integrati e personalizzati. Tra innovazione farmacologica, disuguaglianze e stigma persistente, la sfida è costruire percorsi di cura realmente centrati sulla persona.

Nel febbraio 2026, il Journal of Medical Association (JAMA) ha pubblicato le linee guida per il trattamento dell’obesità, elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a fine 2025. La terapia che l’OMS raccomanda per gli adulti - donne in gravidanza escluse - si basa sui farmaci GLP-1 agonisti, come la semaglutide o la liraglutide.