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La rivincita dei prioni

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Forse non è meritata la terribile fama dei prioni, i misteriosi agenti infettivi che, in quanto esclusivamente proteici e privi di acidi nucleici, hanno prima stravolto le leggi della biologia e poi fatto guadagnare a Stanley Prusiner il premio Nobel della medicina. E’ vero che in rarissimi casi provocano la malattia della mucca pazza e la sua variante umana, l’encefalopatia spongiforme di Creutzfeld Jacob, ma in genere il loro ruolo nei mammiferi potrebbe essere al contrario protettivo: un gruppo di ricercatori guidati da Adriano Aguzzi dell’Ospedale Universitario di Zurigo, in Svizzera, ha infatti dimostrato che i nervi dei topi che ne sono geneticamente privi vanno incontro a un precoce processo di demielinizzazione dei nervi periferici, che si corregge con la somministrazione dei prioni stessi. I ricercatori svizzeri hanno ragione di credere che lo stesso accada a livello del sistema nervoso centrale: i responsabili dell’encefalopatia spongiforme potrebbero quindi rivelarsi i guardiani che proteggono l’organismo dalla sclerosi multipla.   

Nature doi:10.1038/news.2010.29

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.