Mangiare a volontà senza aumentare di peso, senza che si alzino i valori di glicemia e colesterolo e nonostante una predisposizione genetica all'obesità: è l'esperienza dei topi trattati con la piccola molecola scoperta da ricercatori del Baylor College of Medicine e della Università di Kyoto, subito ribattezzata fatostatina. «La sostanza blocca l'attivazione delle "sterol regulatory element binding proteins", in sigla SREBP, fattori di trascrizione attivamente coinvolti nella sintesi dei grassi» spiega Motonari Uesugi, che ha coordinato il lavoro. «In tal modo riduce la trascrizione dei geni deputati alla sintesi dei grassi». La cautela, come sempre, è d'obbligo: la scoperta può essere importante ma in ogni caso, per molti anni almeno, non potrà soppiantare diete e attività fisica.
La molecola anti grasso
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Insetti nel piatto: oltre la barriera del disgusto

Tra norme sui novel food, pregiudizi culturali e reazioni di disgusto, gli insetti commestibili restano in Europa un cibo “impossibile”, nonostante siano una risorsa alimentare per miliardi di persone e una promessa per la sostenibilità. Un nuovo programma di ricerca italiano mostra però che informare non basta: per cambiare davvero ciò che mettiamo nel piatto bisogna agire sulle emozioni, sulle aspettative e sui modelli sociali che guidano le nostre scelte. Ce lo racconta il team che ha guidato il progetto, i risultati del quale saranno presentati in un incontro pubblico il prossimo venerdì a Milano.
La transizione ecologica passa anche dai cambiamenti nelle abitudini alimentari, ma queste restano spesso intrappolate tra pregiudizi culturali e tecnicismi legislativi. In Europa, dal punto di vista normativo il confine è netto: ogni alimento privo di una storia di consumo significativo prima del 15 maggio 1997 è considerato novel food e soggetto a rigorose autorizzazioni.