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Interruttori per anticorpi

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Quando si tratta di produrre anticorpi ecco chi comanda veramente: Bcl6 and Blimp-1. A verificare questo ruolo dei due geni sono stati i ricercatori dell'Institute for Allergy and Immunology di La Jolla, in California, in collaborazione con alcuni colleghi di Yale. Gli studiosi hanno verificato che l'espressione dei due geni antagonisti rispettivamente stimola e inibisce la differenziazione delle cellule follicolari helper, il sottotipo di linfociti T CD4+  che a sua volte induce i linfociti B ad attivare la risposta anticorpo-mediata. La scoperta dei due interruttori potrebbe avere importanti ricadute pratiche: agendo in un senso si potrebbe potenziare l'azione dei vaccini, intervenendo nell'altro si aprono nuove linee di ricerca per la cura di malattie autoimmuni in cui si produce un'eccessiva quantità di anticorpi.

Science pubblicato online il 16 luglio 2009 doi: 10.1126/science.1175870

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Immunologia

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Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.