fbpx Il batterio che uccide i vermi | Page 8 | Scienza in rete

Il batterio che uccide i vermi

Primary tabs

Read time: 1 min

Potrebbe nascondersi nel terreno un trattamento sicuro ed economico contro le infestazioni da nematodi che affliggono più di un miliardo di persone in tutto il mondo. Vive lì infatti Bacillus thuringiensis,il batterio che produce una tossina sfruttata da decenni in agricoltura come pesticida naturale: dal 1996 esistono piante modificate geneticamente in modo da produrla per proteggere granoturco e patate dagli insetti senza l’uso di sostanze chimiche. In un esperimento condotto su topi infestati con Heligmosomoides bakeri, usato come modello delle parassitosi umane, Raffi Aroian, dell’Università di California, a San Diego, ha dimostrato che la proteina è efficace in pochi giorni per eliminare il 98 per cento delle uova dai campioni fecali e il 70 per cento in meno di parassiti adulti nell’intestino degli animali trattati rispetto a quelli di controllo. In un lavoro precedente, con criceti infestati da vermi intestinali dell’uomo, Aroian aveva ottenuto il 90 per cento di successi con tre sole dosi di tossina. «Il costo della cura sarebbe di soli 28 centesimi per ogni bambino» ha stimato il ricercatore.

Nature pubblicato online il 2 marzo 2010 doi:10.1038/news.2010.101

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Parassitosi

prossimo articolo

Artemis II: il lato in ombra della corsa alla Luna

Immagine della navicella spaziale Orion con la luna illuminata a metà sullo sfondo

Paolo Attivissimo nel suo recente saggio dedicato al ritorno sulla Luna offre un quadro realistico della nuova corsa al nostro satellite. Una corsa che la NASA non può perdere, ma che ha difficoltà a vincere, anche perché con il tempo c'è stata una drastica riduzione dei finanziamenti: sono solo una frazione rispetto a quelli che aveva ricevuto il programma Apollo, mentre i nodi dei voli umani al di là dell’orbita circumterrestre sono identici a quelli che si erano dovuti affrontare allora. Crediti immagine: NASA

Il diluvio mediatico collegato alla missione Artemis II che, con tutti i suoi record, ha fatto dimenticare i problemi sulla rampa di lancio nonostante il costo esorbitante del lanciatore, forse ci inducono a concentrarsi sui dettagli piuttosto che sull’intero impianto del programma di ritorno alla Luna.