fbpx Il batterio che uccide i vermi | Scienza in rete

Il batterio che uccide i vermi

Primary tabs

Read time: 1 min

Potrebbe nascondersi nel terreno un trattamento sicuro ed economico contro le infestazioni da nematodi che affliggono più di un miliardo di persone in tutto il mondo. Vive lì infatti Bacillus thuringiensis,il batterio che produce una tossina sfruttata da decenni in agricoltura come pesticida naturale: dal 1996 esistono piante modificate geneticamente in modo da produrla per proteggere granoturco e patate dagli insetti senza l’uso di sostanze chimiche. In un esperimento condotto su topi infestati con Heligmosomoides bakeri, usato come modello delle parassitosi umane, Raffi Aroian, dell’Università di California, a San Diego, ha dimostrato che la proteina è efficace in pochi giorni per eliminare il 98 per cento delle uova dai campioni fecali e il 70 per cento in meno di parassiti adulti nell’intestino degli animali trattati rispetto a quelli di controllo. In un lavoro precedente, con criceti infestati da vermi intestinali dell’uomo, Aroian aveva ottenuto il 90 per cento di successi con tre sole dosi di tossina. «Il costo della cura sarebbe di soli 28 centesimi per ogni bambino» ha stimato il ricercatore.

Nature pubblicato online il 2 marzo 2010 doi:10.1038/news.2010.101

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
Parassitosi

prossimo articolo

Obesità, oltre il farmaco: la sfida tra cure, equità e stigma

farmaci usati nel trattamento dell obesita

Le nuove linee guida dell’OMS segnano una svolta nel trattamento dell’obesità, introducendo i farmaci GLP-1 come opzione terapeutica per gli adulti. Ma la loro diffusione solleva interrogativi su accesso, sostenibilità e appropriatezza clinica. L’obesità resta una malattia complessa, che richiede approcci integrati e personalizzati. Tra innovazione farmacologica, disuguaglianze e stigma persistente, la sfida è costruire percorsi di cura realmente centrati sulla persona.

Nel febbraio 2026, il Journal of Medical Association (JAMA) ha pubblicato le linee guida per il trattamento dell’obesità, elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità a fine 2025. La terapia che l’OMS raccomanda per gli adulti - donne in gravidanza escluse - si basa sui farmaci GLP-1 agonisti, come la semaglutide o la liraglutide.