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Ig Nobel per ridere e per pensare

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Il premio per la pace è andato al sindaco di Vilnius, la capitale della Lituania, diventato una star dei social network dopo aver risolto con i carri armati il problema delle auto di lusso parcheggiate dove non dovrebbero. Ma non è l'unica trovata di Marc Abrahams, editore e cofondatore degli Annals of improbable researche del premio IgNobel. In attesa dei Premi Nobel, quelli veri, attesi per domani, si è tenuta come tutti gli anni la spassosa cerimonia di assegnazione dei premi che vanno a ricerche scientifiche tanto reali quanto ridicole o assurde. Il riconoscimento per la medicina per esempio è andato a due studi indipendenti, pubblicati rispettivamente su Psychological Science e Neurology and Urodynamics, che dimostrano come le persone, quando scappa la pipì, resistono meglio alle tentazioni economiche, ma prendono decisioni peggiori su altre questioni. Non sono mancati lavori sui gusti sessuali dei coleotteri o perché i lanciatori del disco soffrono di vertigini, mentre quelli del martello no; sulle motivazioni per cui gli esseri umani sospirano e sul fatto che lo sbadiglio non sia contagioso tra le tartarughe dalle zampe rosse. Si è passati dalla “Teoria sulla procrastinazione strutturata”, secondo la quale bisogna lavorare sempre su qualcosa di importante per evitare di fare qualcosa di ancora più importante, alla concentrazione ideale di wasabi da usare per risvegliare persone intossicate di fumi di un incendio; dal premio per la Pubblica sicurezza, andato a un canadese che ha condotto una serie di test in cui una persona guidava un'auto in autostrada mentre una visiera le cadeva continuamente sugli occhi, accecandola, a quello per la matematica, assegnato a una serie di scienziati che da decenni annunciano la fine del mondo per una data precisa: "Per aver ricordato al mondo che bisogna essere prudenti quando si danno previsioni o ipotesi matematiche", è stata la motivazione.

Oltre al divertimento, però, la manifestazione fa anche pensare al tempo dedicato, ai cervelli impegnati, ai fondi utilizzati per studi di questo tipo in un momento in cui la ristrettezza dei fondi richiederebbe forse una maggiore saggezza nella scelta dei temi su cui indagare.

http://improbable.com/ig/

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matrici per la transizione

L’età delle matrici di Gianluca Schinaia racconta come la transizione ecologica e digitale dipenda da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali. Il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, anche se questo varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista.

Foto di Paul-Alain Hunt su Unsplash

Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica, anche se questa è una scusa spesso usata dai detrattori (ma poi detrattori di cosa?). Tra l’altro l’attività estrattiva è anche quella che si fa per risucchiare da sottoterra i combustibili fossili.