fbpx Grande onda su New York | Page 8 | Scienza in rete

Grande onda su New York

Primary tabs

Read time: 1 min

Il riscaldamento globale minaccia le grandi città sulla costa orientale degli Stati Uniti più di quanto si potesse pensare: se infatti l'aumento delle temperature continuerà con il ritmo attuale, entro il 2100 si potrebbe annullare il fenomeno dovuto alle correnti per cui a nord il livello dell'Oceano Atlantico è più basso rispetto alle coste del Pacifico.

Il riscaldamento globale minaccia le grandi città sulla costa orientale degli Stati Uniti più di quanto si potesse pensare: se infatti l'aumento delle temperature continuerà con il ritmo attuale, entro il 2100 si potrebbe annullare il fenomeno dovuto alle correnti per cui a nord il livello dell'Oceano Atlantico è più basso rispetto alle coste del Pacifico. Uno studio del National Center for Atmospheric Research (NCAR) pubblicato oggi dimostra che l'effetto potrebbe essere maggiore di quello previsto da studi precedenti, che non avevano tenuto conto dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia: considerato anche questo, gli esperti calcolano che nel prossimo secolo l'innalzamento del livello dell'Oceano Atlantico settentrionale potrebbe superare di almeno 10 cm nelle zone più densamente popolate e addirittura di 30-50 cm più a nord quello che si prevede in altre zone.

Geophys Res Lett 2009; 36: L10707 doi:10.1029/2009GL037998

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Climatologia

prossimo articolo

ECHO: quando i cittadini diventano scienziati del suolo

Un ragazzo e una ragazza raccolgono un campione di terra da un prato "--"

Il progetto europeo di citizen science ECHO coinvolge cittadini e studenti nella raccolta di dati sulla salute dei suoli, in un continente dove tra il 60 e il 70% dei terreni è già degradato. Con l'aiuto della app EchoSoil, kit di campionamento, ambasciatori sul territorio e nuove piattaforme digitali, l'obiettivo è costruire una mappa condivisa per proteggere l'ecosistema che sta sotto i nostri piedi. Foto di Maximilian Carl Stahl

Il luogo più affollato del pianeta è nascosto nei primi trenta centimetri di suolo. Qui vive circa il 60% della biodiversità terrestre: batteri, funghi, lombrichi, nematodi e migliaia di altri organismi che contribuiscono alla fertilità del terreno, al ciclo dei nutrienti, alla produzione di cibo e alla capacità del suolo di immagazzinare carbonio.