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E' battaglia sul database

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Mentre i governi di tutto il mondo cercano di fronteggiare la pandemia da H1N1, una seria minaccia incombe su Epiflu, il data base internazionale on line aperto a tutti, che consente di monitorare la comparsa e l'evoluzione dei virus influenzali. A mettere a rischio uno dei più efficaci strumenti a disposizione degli studiosi per la lotta contro la malattia non è una nuova pericolosa variante del virus, ma una più prosaica questione di ritardati pagamenti. Si è infatti accesa una disputa tra la Global Initiative on Sharing Avian Influenza Data (GISAID), il consorzio di scienziati che nel 2006 ha deciso di mettere in comune le informazioni sui virus influenzali, e l'Istituto svizzero di bioinformatica (SIB) di Ginevra che gestisce il sito. Quest'ultimo non avrebbe ricevuto negli ultimi anni i compensi dovuti dall'associazione degli scienziati, che a loro volta li ricevono per lo più dai Centers for Disease Control di Atlanta e dal governo svizzero. Gli avvocati di entrambe le parti si dicono ottimiste sulla possibilità di trovare rapidamente un accordo: in un momento delicato come questo, tutto il mondo si augura che sia proprio così.

Nature 2009; 460: 786-787 doi:10.1038/460786b

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Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica da Zubova AV et al, PLOS One (2026). Licenza: CC BY 4.0

Quando pensiamo alla medicina, la immaginiamo come una pratica relativamente recente (almeno quella che funziona) e appannaggio solo della nostra specie. Ma la ricerca del benessere, o, per lo meno, il tentativo di alleviare il dolore o combattere una malattia è qualcosa di molto più antico e molto più diffuso anche negli animali non umani di quanto siamo disposti ad ammettere.