fbpx Il Sistema Solare per le strade di Genova | Scienza in rete

Il Sistema Solare per le strade di Genova

Primary tabs

Tempo di lettura: 1 min

L’idea dell'app Universo in città è di far comprendere le dimensioni del Sistema Solare semplicemente camminando per le vie di Genova.
L'app è stata realizzata da DiScienza e sviluppato su piattaforma Layar.

  

Si tratta di un livello di realtà aumentata attraverso il quale è possibile compiere un vero e proprio viaggio interstellare, semplicemente passeggiando nelle vie della città.
Puntando la fotocamera del proprio smartphone compariranno nello schermo gli indicatori di posizione dei punti di interesse geolocalizzati. Una volta raggiunto uno di essi, nello schermo prenderà forma l’immagine del corpo celeste localizzato in quel punto. Toccandolo sarà possibile accedere a un menù con le schede informativa e gallerie di immagini.
Tutti i punti sono geolocalizzati seguono le reali distanze, scalate ovviamente sulle dimensioni del centro città.

Universo in città sarà disponibile per tutta la durata del Festival della Scienza 2012.

Per utilizzare Universo in città è necessario seguire alcuni passaggi:

 - scaricare l’app Layar disponibile sia per iOs sia per Android sul proprio smartphone 
 - visitare http://www.universoincitta.it/start.html oppure cercare Universo in città tra i Geo Layers
 - puntare la fotocamera intorno a se per scoprire il sistema solare

Anteprime dell'app:

Universo in città Universo in città Universo in città Universo in città


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Cosa sappiamo sul crollo del Ponte Morandi, dopo la sentenza di I grado

Si è concluso ieri il processo di primo grado per accertare le responsabilità per il crollo del viadotto Polcevera il 14 agosto 2018. I giudici hanno condannato i vertici di Autostrade per l’Italia, società che gestiva l’opera, e della sua controllata incaricata della manutenzione, oltre che un funzionario del Ministero dei Trasporti. La condanna sembra quindi confermare la tesi dell’accusa secondo cui a causare il disastro fu la mancata manutenzione dell’opera e in particolare dei cavi in calcestruzzo armato che ancoravano il ponte al pilone numero 9. Le armature in acciaio di quei cavi erano gravemente corrose, come già nel 1992 era stato constatato decidendo di intervenire sul pilone numero 11. Una nuova indagine del 2015 confermava lo stato di degrado. Un progetto di risanamento dell’intero ponte era stato concluso nel 2017 e approvato nel 2018, pochi mesi prima del crollo. Nell'immagine di copertina il Ponte Morandi dopo il crollo. Fonte: Alessio Sbarbaro/Wikipedia (CC BY-SA 4.0).

 

Giovedì 16 luglio, la procura di Genova ha pubblicato la sentenza del processo di primo grado per il crollo del viadotto Polcevera, anche noto come “Ponte Morandi”, un ponte strallato in calcestruzzo armato precompresso inaugurato nel 1967, lungo 1182 metri, che collegava Genova a Savona scavalcano il torrente Polcevera e alcuni quartieri di Genova situati nella valle.