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La comunicazione dell’adattamento al cambiamento climatico nel PNACC
1. Introduzione
Processo di approvazione del PNACC e collegamento con il Green Deal
1. Introduzione
Nelle prime pagine del Piano Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) si ripercorre la procedura multilivello attraverso cui lo stesso ha avuto origine e si è poi sviluppato, sino a essere approvato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE).
Differenze tra danno ambientale e danno climatico
Il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica (“MASE”), con decreto n. 434 del 21 dicembre 2023, ha approvato il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (“PNACC”) che tiene conto della collocazione dell’Italia nel c.d. “hot spot mediterraneo”, area particolarmente sensibile e vulnerabile rispetto al contesto climatico.
La dimensione regionale e locale dell’adattamento ai cambiamenti climatici
Il PNACC rappresenta un documento programmatorio di rilevanza fondamentale ai fini della identificazione delle misure di adattamento al climate change da implementare nel territorio italiano1, la cui pubblicazione era ormai attesa da anni e, in particolare, dal giugno 2015, quando è stata approvata la “Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici” (della quale il PNACC rappresenta di fatto l’atto di impulso ed attuazione).
La tutela della biodiversità nel Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici
1. Introduzione
Adattamento climatico e risorse idriche nel PNACC
A. Introduzione al PNACC
Cambiamento climatico e rischio geo-idrologico: reinventare la ruota senza mai agire
1. Introduzione
L’applicazione al clima dei principi sull’ambiente e la tutela dei diritti umani
1. Considerazioni introduttive
L’urgenza nascosta: gli eventi climatici estremi e la salute mentale

All'aumentare degli eventi estremi a causa delle crisi climatica, diventa evidente che il loro impatto si ripercuote anche sulla nostra salute mentale. Si tratta di un legame che solo da poco la ricerca ha iniziato a indagare, ma che evidenzia la necessità di considerare anche la salute mentale nello sviluppare azioni preventive e di tutela.
Crediti immagine: Chris Gallagher/Unsplash
Nel maggio del 2016 la città canadese di Fort McMurray è stata colpita da un grave incendio, le cui cause risultano ancora oggi ignote. Il disastro, uno dei più grandi nella storia del paese, ha ridotto in cenere 3200 edifici e ha costretto all’evacuazione quasi 90.000 residenti. Complici i venti forti e il clima secco, i piccoli roghi presenti nelle zone limitrofe alla cittadina hanno continuato a divampare fino ad agosto del 2017, mese in cui l’incendio è stato ufficialmente dichiarato estinto.