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I cinque sensi trionfano a FameLab 2013

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È Ilaria Zanardi la vincitrice della seconda edizione italiana di FameLab 2013, tenutasi a Perugia alla sala dei Notari. “Ho deciso di partecipare convinta da un mio amico e ho pensato di raccontare qualcosa che prima di tutto incuriosisse me”, ha raccontato la ricercatrice dell’Istituto di Biofisica del CNR di Genova (IBF-CNR).
A incuriosirla è stata una domanda affascinante: quali sensi ha sviluppato il nostro corpo oltre i cinque ai quali siamo stati abituati a pensare fin da piccoli? Alla finale nazionale hanno preso parte i 14 finalisti provenienti

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Grandine e trombe d'aria sulle macerie

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Modena. Alle ore 16 di ieri, 3 maggio 2013, una grandinata eccezionale e una spaventosa tromba d'aria si sono abbattute sulla zona già colpita dal terremoto.
Gli abitanti raccolgono chicchi di grandine del diametro di palline da tennis. Li guardano attoniti. Niente di simile era mai capitato in questa zona.

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Maria Sybilla Merian: arte e natura, passione in evoluzione

Maria Sybilla Merian era un’ottima artista. A vantaggio della sua professione di naturalista, perché nell’Europa del XVIII secolo, in cui il fermento e la curiosità portavano i pionieri della curiosità scientifica a solcare mari e attraversare deserti sconosciuti, carta e penna erano l’arma dei naturalisti. Ai tempi in cui visse l’artista tedesca, il disegno naturalistico aveva un ruolo ben preciso:

Quel neo nel volto simmetrico dell’universo

È un piccolo neo nel volto, altrimenti simmetrico, che dovrebbe avere l’universo secondo le leggi della fisica. Si chiama violazione CP. O meglio, violazione della simmetria CP. La consumerebbero, ad altissime energie, i mesoni Bs, minuscole particelle dotate di carica elettrica. A scoprirli in flagrante è stato l’esperimento LHCb – uno dei tanti che si svolgono presso il CERN di Ginevra con il Large Hadron

Sulle mele volano querele

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L’accusa lanciata a “Porta a porta” dal pediatra Leonardo Pinelli, vicepresidente della Società scientifica nutrizione vegetariana, in effetti era pesante: nel corso di una trasmissione di metà dicembre aveva affermato che “in una zona d’Italia”, subito ricondotta al Trentino, si producono mele utilizzando fino a 36 diversi trattamenti a base di pesticidi, ognuno dei quali sarebbe consentito, usato uno per uno, ma che nell’insieme sarebbero responsabili di un aumento delle leucemie infantili nella zona. Le reazioni non si sono fatte aspettare: l’allora presidente della Provincia,

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