Spugne contro la crisi idrica mondiale

Un raccoglitore d’acqua in grado di catturare l’umidità presente nell’atmosfera, grazie a delle “spugne” metallorganiche, per ricavarne acqua potabile sfruttando semplicemente il calore solare: questa è l'idea di alcuni gruppi di ricerca statunitensi, che potrebbe aiutare a mitigare il rischio di stress idrico.
Crediti immagine: Linus Nylund/Unsplash
L’idea è quella di impiegare nuovi materiali metallorganici o MOF (metal-organic framework) per estrarre le molecole d’acqua dall’aria secca del deserto, immagazzinarle e rilasciarle come acqua potabile pulita. Da qui si sono sviluppati negli ultimi anni gli studi condotti parallelamente dal gruppo di ricerca dell’Università di Berkeley in California, guidato da Omar Yaghi, e dal team di Evelyn Wang del MIT. Riuscire a produrre acqua potabile dall’aria del deserto significa essere potenzialmente in grado di combattere la crisi idrica globale.








