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Verso una regolamentazione etica dell'IA in Europa

EU flag, Stable diffusion v2.0

Le IA possono raggiungere obiettivi impensabili per l'uomo, ma la loro logica di funzionamento differisce radicalmente da quella umana e può portare a conseguenze inaspettate se non regolamentate adeguatamente. L'Unione europea, con la prima "Legge sull'intelligenza artificiale", ha intrapreso un percorso di regolamentazione etica e legale dell'IA per prevenire abusi e garantire che il progresso tecnologico sia allineato con i valori umani fondamentali. Immagine: EU flag, Stable diffusion v2.0.

Nello Cristianini, nel libro “La scorciatoia. Come le macchine sono diventate intelligenti senza pensare in modo umano” riporta la macabra storia della zampa di scimmia. Si narra la vicenda dei coniugi White, che un giorno entrarono in possesso di una zampa di scimmia in grado di esaudire tre desideri. Coppia di poche pretese, i due espressero come primo desiderio di avere 200 sterline per saldare un vecchio debito. Sul momento non successe niente. Tuttavia, il giorno dopo, un postino bussò mestamente alla loro porta.

Un chip nel cervello per interagire con le macchine: la sfida di Corticale

Luca Berdondini, co-fondatore della start-up Corticale dell’IIT racconta a Scienza in rete la sfida del Brain Computer Interface resa nota da Neuralink. Berdondini parteciperà martedì 27 febbraio, alle ore 18:30, al live con Barbara Gallavotti “Dall’Intelligenza Artificiale agli impianti nel cervello: l’essere umano non sarà più solo biologico?”, al Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Qui il programma.

L’esordio della Neuralink di Elon Musk nella sperimentazione clinica delle interfacce cervello-computer (o BCI) ha scatenato un rinnovato interesse sulle potenzialità - e i pericoli - di questa tecnologia, che sembra sempre più vicina a realizzare almeno alcune delle sue prime promesse. Se è vero che i progressi di Neuralink lasciano ben sperare, è altrettanto vero che l’azienda di Musk non è la sola in campo, né quella con la tecnologia più avanzata. E tra le diverse aziende e accademie che sviluppano interfacce cervello-computer, ce ne è anche una italiana, nata e cresciuta a Genova. 

Cambia il clima, cambiano anche i pipistrelli?

Con l'aumento di temperature, alcune specie di chirotteri stanno diventando più grandi e modificano la loro distribuzione: sta succedendo nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise al vespertilio di Daubenton. Un cambiamento che potrebbe avere effetti negativi per la conservazione di questa specie.

Crediti immagine Guido Gerding, Wikimedia Commons

Il cambiamento climatico costringe tutti a fare i conti con nuove condizioni di vita e a trovare strategie per sopravvivere, incluso un restyling di caratteristiche fisiche e fisiologiche.

La traduzione scientifica al tempo dell’intelligenza artificiale

Nelle traduzioni (come in altri campi), “la possibilità d'errore si annida in ogni riga”. In quest'articolo, il filosofo Luca Guzzardi riflette sul lavoro di traduzione oggi, e in particolare quelle dei saggi e delle opere di divulgazione scientifica, partendo dall'esempio della traduzione di Robert Oppenheimer. L’uomo che inventò la bomba atomica di Ray Monk, ragionando su come, pur senza abbandonare il ruolo umano, le IA possano darci una mano in questo tipo di lavoro.

Immagine di copertina generata con DALLE

Sosteneva Jorge Luis Borges, in un saggio del 1932 intitolato Le versioni omeriche, che «nessun problema è altrettanto consustanziale con le lettere e con il loro modesto mistero di quello che propone una traduzione». Borges aveva in mente la grande letteratura, ma mi chiedo se, nell’epoca di ChatGPT e dell’inglese come lingua globale, la questione non sia applicabile anche alla traduzione di saggi scientifici. Alla domanda sono spinto dalla recente lettura della biografia di Ray Monk, Robert Oppenheimer. L’uomo che inventò la bomba atomica (tr. it.

Noi, le piante e l'intelligenza

Le piante sono finalmente uscite dal cono d'ombra in cui la plant blindness, la dispercezione per cui tendiamo a non notarle in un determinato ambiente, le aveva confinate. Ma spesso sono raccontate attraverso una lente antropomorfica. È da questa che nasce anche la domanda: le piante sono intelligenti?

Crediti immagine: Martin Sanchez/Unsplash

Sono comparse sulla terra 450 milioni di anni fa. Dominano il nostro pianeta con la loro imponente biomassa: 450 gigatonnellate di carbonio contro le minimali 0,06 degli umani. Dipendiamo da loro per l'ossigeno che producono e per il cibo che ci danno. Sono le cruciali mediatrici della concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera, e questo valore è strettamente legato al cambiamento climatico.

Di cosa parliamo quando parliamo di agricoltura rigenerativa

L'agricoltura rigenerativa è un approccio emergente ma molto promettente per il nostro sistema agroalimentare, che appare ormai insostenibile sotto diversi aspetti: ne ripercorriamo le caratteristiche principali.

Crediti immagine: Peter Kleinau/Unsplash

I recenti episodi di contestazione da parte degli agricoltori mettono in evidenza come ormai il sistema agroalimentare, così come è stato progettato dai fautori della cosiddetta rivoluzione verde del secolo scorso, sia oggi insostenibile per gli aspetti ecologici, economici e sociali e – perché no ? - etici.

Un vaccino contro il melanoma

È da poco iniziato un trial clinico di fase III dedicato all’uso di un vaccino a mRNA personalizzato per prevenire recidive e metastasi del melanoma. Il meccanismo d’azione non è diverso da quello del vaccino contro SARS-CoV-2: dal tumore del paziente si estrae il DNA, dal quale si ottengono le sequenze su cui è disegnata una molecola di mRNA per la produzione di proteine in grado di attivare il sistema immunitario. Basato sui promettenti risultati degli studi precedenti, questo tipo di approccio potrebbe aiutare la ricerca, già molto attiva, per l’applicazione del vaccino a mRNA su varie altre forme tumorali.

Crediti immagine: Nephron/Wikimedia. Licenza: CC BY-SA 3.0 DEED

Quella della ricerca di vaccini contro il cancro è una storia con ormai diversi anni alle spalle. I risultati non sono mai stati però particolarmente incoraggianti – almeno finora. A fine gennaio, infatti, è partito un trial clinico di fase III, che coinvolge anche l’Italia e che si basa sull’uso dell’RNA messaggero (mRNA), secondo lo stesso approccio impiegato per produrre i vaccini anti-Covid. Un trial che inevitabilmente richiederà alcuni anni per dare conferme sicure, ma le cui premesse sembrano realmente promettenti.

La procreazione assistita è un diritto? Sì, no, forse

Le mani di un uomo appoggiate a quelle di una donna, a loro volte appoggiate alla pancia della donna ingrossata per la gravidanza

Dal primo di aprile la procreazione medicalmente assistita entra a far parte dei Livelli essenziali di assistenza, così procedure e tecniche che a lungo hanno dovuto fare i conti con un certo ostruzionismo diventeranno un diritto riconosciuto dell’offerta di salute del Servizio sanitario nazionale. Ma è proprio così? I Lea più che garantire lo stesso diritto per tutti, fanno emergere piuttosto una realtà di diseguaglianze. Anche culturali, come testimoniano le opposte visioni che tuttora esistono sulla legge 40, che il 19 febbraio compie 20 anni. Immagine di drobotdean su Freepik

Forse la cosa più utile è cominciare dai numeri: nel 2021, anno a cui si riferisce l’ultima Relazione al Parlamento sull’attuazione della legge 40, pubblicata a novembre 2023, il 4,2% dei bambini e delle bambine che hanno visto la luce in Italia lo hanno fatto grazie a una tecnica di procreazione medicalmente assistita (Pma) cui si sono sottoposti i loro genitori.
Il che vuol dire che circa 16.000 sull’esiguo numero di poco più di 400.000 nuovi nati sono figli della Pma.