Parteciperai alla marcia per la scienza?
Il 22 aprile, nella giornata della Terra, migliaia di persone manifesteranno a sostegno della scienza in numerose città del mondo.
Il 22 aprile, nella giornata della Terra, migliaia di persone manifesteranno a sostegno della scienza in numerose città del mondo.
Fermatevi a riflettere: qual è stata l’ultima notizia che avete cercato direttamente sul sito web di un giornale? E quante volte, invece, aprite articoli o video attraverso link sui social network? Che si tratti di Facebook, Twitter o Instagram, l’offerta di pagine e profili è ormai capillare, e copre sia la produzione che la distribuzione dei contenuti online. Eppure, spesso, dietro l’abbondanza e la pluralità delle fonti sui social network si nasconde lo spettro della disinformazione, con la diffusione di notizie dubbie o completamente false.
Non è la prima retina artificiale, ma è la prima ad essere organica. Questo l’elemento peculiare della nuova protesi retinica, il cui impianto è stato sperimentato su topi portatori di una mutazione in uno dei geni implicati nella retinite pigmentosa umana.
Fare lezione di debunking all’università: è l’idea di Lorenzo Magnea, fisico teorico e professore all’Università di Torino, che ha portato nelle aule dell’ateneo piemontese “Fisica per cittadini”, un corso per imparare a leggere criticamente le notizie in rete e offline, quest’anno alla sua seconda edizione. Le lezioni non sono rivolte solo agli studenti universitari ma sono aperte a tutta la cittadinanza.
Maria Luisa Villa – già ordinaria di Immunologia presso l’Università degli Studi di Milano, Associata di Ricerca all’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr, socia dell’Accademia della Crusca – ci propone un libro dal titolo sornione e accattivante: La scienza sa di non sapere. Per questo funziona. (Guerini e Associati 2016).

Un "gran cavallo, di ben confitti abeti, d’armi pregno e d’armati" che penetra con l'inganno nella cittadella di Troia per fiaccarne finalmente la resistenza. Il ruolo dell'immunoterapia nella lotta ai tumori potrebbe richiamare alla mente questa "macchina fatale" capace di avere la meglio sul più insidioso dei nemici, ma con esito tanto incerto quanto audace la mente che l'ha concepita.
Sono ormai due anni che la sonda Dawn, dopo aver egregiamente compiuta la sua esplorazione di Vesta, orbita intorno a Cerere e ne studia le caratteristiche. Non è certo ancora giunto il momento di stilare bilanci definitivi – Dawn rimarrà operativa almeno fino a tutto il 2017 – ma i traguardi raggiunti finora suggeriscono di fare il punto su quanto la sonda della NASA ci ha rivelato, fino alla recentissima scoperta firmata da ricercatori italiani di composti organici su Cerere.
Piani ondulati attraversati da fenditure dai contorni slabbrati. Sfere dalla superficie solcata da crepe. Aree segnate da grinze e increspature. Sono immagini che evocano paesaggi – se non addirittura pianeti – surreali, ma che in realtà simulano mondi microscopici, strutture molecolari che si deformano, si piegano e, in alcuni casi, si rompono.
Aveva ragione Pietro Giordani, quando da Piacenza il 21 settembre 1817 scriveva a Leopardi di avere «innanzi agli occhi» la sua «futura gloria immortale» (1); lui, il poeta dell’Infinito, classico tra i classici, la cui lettura, nelle felici definizioni calviniane, è sempre una rilettura, un confronto inesauribile, che si alimenta della linfa trasudante dalle opere, in un perpetuo divenire.
Quello delle valutazioni dei dipartimenti di filosofia è un tema delicato e molto controverso. Abbondano i ranking a livello mondiale, il più recente dei quali sembra premiare al primo posto nel mondo l'Università di Pittsburgh, che certo non spicca fra le università più note al mondo per la filosofia.