fbpx I sementi di Hoduras | Page 21 | Scienza in rete

I sementi di Hoduras

Read time: 1 min

Il nuovo commercio di sementi certificate in Hoduras influenzera' positivamente la produzione delle principali colture del paese, determinando un aumento del raccolto di mais del 32% e del 30% di fagiolo, afferma Milton Flores, funzionario della FAO in Hoduras.
Grosso sostenio al business delle sementi e' stato dato dal progetto " Seed for Development" che ha rafforzato le capacita' organizzative e manageriali del settore sementiero. Il progetto prevedeva anche di fornire a sette piccole aziende agricole, proprieta' di 127 famiglie rurali, le attrezzature necessarie per la disidratazione, la classificazione, la pulizia e l'imballaggio del seme, al fine di ottenere seme di alta qualita'.

Per motivare gli agricoltori a produrre seme certificato il governo dell'Honduras ha fornito il suo appoggio offrendo il seme di base, la certificazione del commercio e l'assistenza tecnica.
Questi investimenti hanno un impatto anche sulla qualita' della vita della popolazione rurale aumentando la sicurezza del cibo, spiega Allan Hruska, responsabile del settore "Plant Production and Protection" della FAO.

Il progetto " Seed for Development" e' sostenuto da "Agricultural and Livestock Secretary e "National Service for Animal Health" del governo dell'Honduras, con l'assistenza tecnica della FAO e finanziato da "International Spanish Cooperation Agency for Development".

(A.G.)

Autori: 
Sezioni: 
Agricoltura

prossimo articolo

L’incredibile e triste storia dei nuovi studi sul vaccino contro l’epatite B

fiala di vaccino con siringa

Con il pretesto della Gold Standard Science, il Dipartimento per la Salute diretto da Robert Kennedy intende finanziare con 1,6 milioni di dollari uno studio in Guinea Bissau sulla vaccinazione alla nascita contro il virus dell’epatite B. Procedura in uso negli Stati Uniti dal 1991. L’intento non è quello di aumentare la copertura vaccinale nel Paese africano, ma mettere a confronto un vaccino già noto con l’assenza di vaccino. Con sommo sprezzo dell’etica della ricerca

Partiamo da qui per raccontare una storia lunga, che ancora non si è conclusa.
È il 1991, la commissione per i vaccini dei Centers for Diseases Control (ACIP, Immunization Practices Advisory Committee) consiglia per la popolazione degli Stati Uniti la prima dose di vaccino per il virus dell'epatite B (HBV) alla nascita (che vuol dire entro 24 ore dalla nascita). Le successive due dosi dopo uno e sei mesi.