fbpx Glaciazione e gas esilarante | Page 2 | Scienza in rete

Glaciazione e gas esilarante

Read time: 1 min

La ricostruzione dell'ecosistema presente quando l'ultima glaciazione si stava ormai avviando alla sua conclusione ha mostrato l'importante ruolo dei piccoli arbusti, responsabili dell'intensa produzione di un potente gas serra quale il protossido di azoto.

Lo studio, pubblicato su Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology e opera di Mirjam Pfeiffer (Swiss Federal Institute of Technology di Losanna) e del suo team, è frutto di una paziente indagine sui depositi sedimentari risalenti a 14500 anni fa, quando ci si stava ormai avviando alla conclusione dell'ultima glaciazione. Analizzando i pollini presenti nei sedimenti, i ricercatori hanno ricostruito i cambiamenti avvenuti nell'ecosistema del lago elvetico di Gerzensee scoprendo l'improvviso e rapido proliferare dell'Hippophae rhamnoides, un arbusto conosciuto con il nome di olivello spinoso.

Il metabolismo dell'arbusto, che impiega azoto atmosferico per produrre nutrienti, sfocia nel rilascio di protossido d'azoto, il noto gas esilarante. Un rilascio tutt'altro che trascurabile, tanto che questa rapida diffusione potrebbe spiegare il picco di protossido d'azoto riscontrato nei carotaggi di ghiaccio risalenti all'epoca conclusiva della glaciazione. Dato che il gas esilarante è un gas serra trecento volte più potente della CO2, è tutt'altro che azzardato, dunque, concludere che quegli arbusti che facevano capolino al ritirarsi dei ghiacci potrebbero aver velocizzato il processo di riscaldamento globale portando ancor più rapidamente la glaciazione alla sua conclusione.

New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Biliardini nella Striscia di Gaza

biliardino su mappa della Striscia di Gaza

Durante la Guerra civile spagnola, Alejandro Campos Ramírez, combattente per la Repubblica, pensò che il biliardino avrebbe potuto aiutare i tanti bambini che avevano perso le gambe a continuare a giocare a calcio. L’impatto delle amputazioni causate dai conflitti è drammatico e richiede risorse tecnologiche e disponibilità di personale difficili da trovare. La Striscia di Gaza è il territorio con il più alto numero di bambini e bambine amputati. Ma nessuno pensa ai biliardini. 

L'assistenza specialistica in contesti di crisi umanitaria è difficile da garantire e molto impegnativa. Ostacoli nell'accesso alle cure possono persistere per molto tempo. La situazione nella Striscia di Gaza è esemplare a tale proposito: dal 2006, il blocco israeliano limita gli spostamenti all’interno e attraverso i punti di ingresso, spingendo il sistema sanitario locale al collasso per la carenza di farmaci essenziali, di attrezzature e di personale sanitario, negando spesso ai pazienti i permessi necessari per cercare cure salvavita all'estero.