fbpx Glaciazione e gas esilarante | Scienza in rete

Glaciazione e gas esilarante

Primary tabs

Read time: 1 min

La ricostruzione dell'ecosistema presente quando l'ultima glaciazione si stava ormai avviando alla sua conclusione ha mostrato l'importante ruolo dei piccoli arbusti, responsabili dell'intensa produzione di un potente gas serra quale il protossido di azoto.

Lo studio, pubblicato su Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology e opera di Mirjam Pfeiffer (Swiss Federal Institute of Technology di Losanna) e del suo team, è frutto di una paziente indagine sui depositi sedimentari risalenti a 14500 anni fa, quando ci si stava ormai avviando alla conclusione dell'ultima glaciazione. Analizzando i pollini presenti nei sedimenti, i ricercatori hanno ricostruito i cambiamenti avvenuti nell'ecosistema del lago elvetico di Gerzensee scoprendo l'improvviso e rapido proliferare dell'Hippophae rhamnoides, un arbusto conosciuto con il nome di olivello spinoso.

Il metabolismo dell'arbusto, che impiega azoto atmosferico per produrre nutrienti, sfocia nel rilascio di protossido d'azoto, il noto gas esilarante. Un rilascio tutt'altro che trascurabile, tanto che questa rapida diffusione potrebbe spiegare il picco di protossido d'azoto riscontrato nei carotaggi di ghiaccio risalenti all'epoca conclusiva della glaciazione. Dato che il gas esilarante è un gas serra trecento volte più potente della CO2, è tutt'altro che azzardato, dunque, concludere che quegli arbusti che facevano capolino al ritirarsi dei ghiacci potrebbero aver velocizzato il processo di riscaldamento globale portando ancor più rapidamente la glaciazione alla sua conclusione.

New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.