Una nuova stima della massa della nostra Galassia indica che è in linea con quella di altre galassie vicine; il nuovo valore, però, è due volte maggiore di quello suggerito da stime precedenti. Come la mettiamo?
Lo studio, pubblicato su Astrophysical Journal, è opera di un gruppo di astronomi tedeschi dell'Osservatorio di Bamberg e dell'Istituto di Astrofisica di Potsdam che hanno valutato la massa della Via Lattea studiando il moto di una stella appartenente all'alone galattico. La stella presa in considerazione è SDSS J1539+0239, un astro estremamente vecchio distante circa 40 mila anni luce dal Sole la cui velocità rispetto al nucleo galattico è di quasi 700 km/s.
L'accurata ricostruzione tridimensionale del suo moto ha permesso ai ricercatori di risalire alla massa necessaria affinchè la stella, nonostante il tempo che le è stato offerto dalla sua veneranda età, rimanga tuttora legata gravitazionalmente alla Via Lattea e non se ne vada a zonzo nello spazio intergalattico. Il calcolo ha portato Norbert Przybilla e i suoi tre collaboratori a concludere che la massa della Galassia debba essere superiore a 1800 miliardi di masse solari.
Facile prevedere che ora i sostenitori di altre stime non se ne staranno con le mani in mano.
Il peso della Via Lattea
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Ricostruire la musica perduta con l'analisi digitale: il caso Giovanni Battista Riccio

Un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha realizzato un progetto volto a ricostruire le parti perdute di alcuni brani dell’organista e compositore barocco Giovanni Battista Riccio. La ricostruzione segue tecniche basate sullo studio analitico delle partiture rimaste, e ha consentito di disseppellire dall’oblio musica perduta che nessuno poteva più eseguire. Così, grazie anche all’aiuto dell’analisi digitale della musica, è stata studiata, ricostruita e valorizzata l’opera completa del musicista, aggiungendo un tassello importante alle nostre conoscenze del primo periodo musicale barocco veneziano. Nell'immagine, un frame del video realizzato nel contesto del progetto.
Marina Toffetti è docente di Teorie musicali e di Analisi delle forme musicali e delle tecniche compositive all’Università di Padova, dove dirige da diversi anni un gruppo di ricerca che si dedica alla ricostruzione di partiture barocche: il gruppo ha fatto risorgere la musica di Giovanni Battista Riccio, compositore del primo Barocco veneziano.