L'analisi dello spettro luminoso di otto galassie ellittiche rivela che il numero delle stelle molto più piccole del Sole, le cosiddette nane rosse, è stato finora sottostimato.
Nello studio, pubblicato su Nature, Pieter van Dokkum (Yale University) e Charlie Conroy (Harvard-Smithsonian CfA) riportano che l'individuazione di particolari caratteristiche spettrali in quelle otto galassie poste a distanze comprese tra 50 e 300 milioni di anni luce indicano che in quei giganteschi sistemi stellari le stelle di piccola massa potrebbero costituire oltre l'80% della popolazione stellare e contribuire almeno per il 60% alla massa stellare complessiva. Questo, però, comporta che la distribuzione di massa delle stelle, un parametro cruciale in astrofisica, debba essere radicalmente rivisto e non si possa più considerare quello ottenuto per la nostra Galassia un valore valido per l'intero universo. Visto poi che quelle ellittiche sono le galassie più grandi dell'universo, ne deriva che la nostra stima del numero complessivo di stelle nel cosmo debba essere moltiplicata almeno per tre.
Ma non è tutto. Un aumento del numero di stelle, infatti, comporta inevitabilmente un aumento del numero di possibili sistemi planetari e, con essi, il numero di quelli in grado di ospitare la vita. Inoltre, vista l'esistenza di questo enorme numero di stelle finora non censite, vi è la possibilità che gli astronomi debbano rivedere verso il basso le loro attuali valutazioni della cosiddetta materia oscura.
Stelle tre volte più numerose
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Caenorhabditis elegans Fonte: National Human Genome Research Institute, Public domain, via Wikimedia Commons
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