La bozza della nuova direttiva sulla sperimentazione animale in Europa è uscita dalla riunione della commissione del Parlamento europeo incaricata di valutarla con qualche piccola correzione: sono state infatti accolte alcune delle obiezioni avanzate da molte parti su un provvedimento che a gran parte dei ricercatori appare eccessivamente restrittivo. E' stata per esempio tolta la clausola che intendeva restringere gli studi sui primati alle malattie mortali o debilitanti e si è consentito di riutilizzare gli animali per procedure che possono provocare un dolore "moderato" e non solo "leggero". Rimangono però le indicazioni a estendere le norme protettive anche ad alcuni tipi di invertebrati e alle loro larve oppure le modifiche richieste alle caratteristiche degli stabulari, che secondo gli esperti incrementerebbero i costi del 25 per cento. Resta quindi la preoccupazione che l'aumento delle incombenze burocratiche e dei costi legati alla nuova normativa - che deve comunque ancora affrontare un lungo iter legislativo prima di essere definitivamente approvata - finisca con l'ostacolare la ricerca in Europa e porti le aziende a delocalizzare i loro laboratori in Paesi più tolleranti.
Proteggere cavie e scienziati
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L'OMS si scurisce le idee sulle medicine alternative

L’OMS promuove l’integrazione della medicina tradizionale nei sistemi sanitari globali, spesso prima che ne siano dimostrate efficacia e sicurezza. Un editoriale del BMJ firmato da ricercatori di quattro paesi smonta questa strategia: danni documentati, prodotti adulterati, pressioni politiche. Ma in Italia arriva un disegno di legge sulle terapia alternative all’insegna del pluralismo scientifico.
Foto di Marco Schmidt, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Forse il Parlamento si è deciso a risolvere il problema delle medicine alternative. E ha scelto la via del compromesso storico tra cinque disegni di legge su omeopatia, medicina tradizionale cinese, agopuntura, tradizionale e secondo la metodica ryodoraku e secondo la medicina olistica.