La bozza della nuova direttiva sulla sperimentazione animale in Europa è uscita dalla riunione della commissione del Parlamento europeo incaricata di valutarla con qualche piccola correzione: sono state infatti accolte alcune delle obiezioni avanzate da molte parti su un provvedimento che a gran parte dei ricercatori appare eccessivamente restrittivo. E' stata per esempio tolta la clausola che intendeva restringere gli studi sui primati alle malattie mortali o debilitanti e si è consentito di riutilizzare gli animali per procedure che possono provocare un dolore "moderato" e non solo "leggero". Rimangono però le indicazioni a estendere le norme protettive anche ad alcuni tipi di invertebrati e alle loro larve oppure le modifiche richieste alle caratteristiche degli stabulari, che secondo gli esperti incrementerebbero i costi del 25 per cento. Resta quindi la preoccupazione che l'aumento delle incombenze burocratiche e dei costi legati alla nuova normativa - che deve comunque ancora affrontare un lungo iter legislativo prima di essere definitivamente approvata - finisca con l'ostacolare la ricerca in Europa e porti le aziende a delocalizzare i loro laboratori in Paesi più tolleranti.
Proteggere cavie e scienziati
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Piano pandemico fermo: cosa insegna Covid-19

Il nuovo Piano pandemico italiano è ancora bloccato, mentre il dibattito resta acceso su efficacia e costi delle misure di contenimento. Intanto comunque Covid-19 ha molto da insegnare: ripartendo dall’analisi dei ricoveri in terapia intensiva durante la prima ondata di Covid-19, gli epidemiologi Rosso e Baussano mostrano limiti e potenzialità dei modelli epidemiologici, e sottolineano la necessità di strumenti previsionali robusti, aggiornati e condivisi per affrontare future emergenze sanitarie.
A che punto è il Piano pandemico italiano? Dalle ultime notizie, ricavate da un articolo del Sole 24 Ore pubblicato il 23 febbraio 2026, l’Italia non ha ancora pubblicato il Piano Pandemico 2025-2029. L’ultima bozza disponibile risale all’estate 2025 ed è oggetto di un rimpallo tra Ministero della Salute, Regioni e Ministero dell’Economia, che ha sollevato dubbi sulle coperture finanziarie.