La bozza della nuova direttiva sulla sperimentazione animale in Europa è uscita dalla riunione della commissione del Parlamento europeo incaricata di valutarla con qualche piccola correzione: sono state infatti accolte alcune delle obiezioni avanzate da molte parti su un provvedimento che a gran parte dei ricercatori appare eccessivamente restrittivo. E' stata per esempio tolta la clausola che intendeva restringere gli studi sui primati alle malattie mortali o debilitanti e si è consentito di riutilizzare gli animali per procedure che possono provocare un dolore "moderato" e non solo "leggero". Rimangono però le indicazioni a estendere le norme protettive anche ad alcuni tipi di invertebrati e alle loro larve oppure le modifiche richieste alle caratteristiche degli stabulari, che secondo gli esperti incrementerebbero i costi del 25 per cento. Resta quindi la preoccupazione che l'aumento delle incombenze burocratiche e dei costi legati alla nuova normativa - che deve comunque ancora affrontare un lungo iter legislativo prima di essere definitivamente approvata - finisca con l'ostacolare la ricerca in Europa e porti le aziende a delocalizzare i loro laboratori in Paesi più tolleranti.
Proteggere cavie e scienziati
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A cosa servono le città

A lungo le città sono state considerate soprattutto motori della crescita economica o, al contrario, luoghi in cui si concentrano disuguaglianze, traffico e inquinamento. Oggi, però, una nuova prospettiva sta prendendo forma: proprio le aree urbane, dove vive oltre metà della popolazione mondiale, potrebbero diventare gli attori più efficaci nella lotta al cambiamento climatico. Grazie alla loro capacità di sperimentare politiche innovative e di intervenire con rapidità, le grandi città sono sempre più in grado di colmare i ritardi dei governi nazionali, trasformandosi da semplici centri di sviluppo economico a laboratori di sostenibilità ambientale.
Le città, soprattutto quelle di grandi dimensioni, possono fare molto di più per contenere il cambiamento climatico di quanto generalmente si pensi. È questa l’idea che si sta gradualmente affermando e che potrebbe aprire nuove prospettive. Ma andiamo con ordine.