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Il progetto CURSA a Rio+20

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Tra gli eventi collaterali previsti dal programma di Rio+20, il Padiglione Italia - realizzato su iniziativa del Ministero dell'Ambiente - ha ospitato il CURSA (Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l'Ambiente), nell'ambito di un workshop tenuto giovedì 14 giugno, per presentare i progetti portati avanti dal consorzio nell'ambito della green economyin termini di trasferimento di conoscenze e know-how dell’eccellenza, soprattutto in campo agroalimentare. Durante l'incontro aperto al pubblico, i temi principali affrontati sono stati:

  • il progetto “Comunità Sostenibili” per l’efficienza energetica in connessione con la costruzione di una strategia alimentare sostenibile
  • la formazione alle imprese sulle opportunità  legate all'Emission Trading Scheme EU/ETS che ha istituito lo scambio di quote di emissione dei gas ad effetto serra
  • lo sviluppo della certificazione della carbon footprint e delle emissioni di gas serra per il settore agricolo, come comparto produttivo significativamente inserito nella strategia nazionale per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto
  • il supporto al Ministero dell’Ambiente sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi per l'efficientamento energetico, finalizzata a incrementare l'uso efficiente dell'energia a livello nazionale e locale, in virtù degli obblighi derivanti dagli obiettivi europei per il 2020 (Direttive 2009/28/CE e 2010/31/CE)

Il workshop è stata anche l'occasione per presentare i risultati del progetto più importante del CURSA per la Conferenza, ovvero la banca dati delle best pratices in materia di green economy. In collaborazione con il Forum della società civile: l'Italia verso Rio+20 e il Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e dela Mare, il CURSA ha, infatti,  promosso un dialogo con diversi attori della società civile, con l'obiettivo di condividere le esperienze migliori di sviluppo sostenibile sul territorio italiano, per realizzare una mappatura completa delle potenzialità derivanti dai Major Groups e dagli Stakeholders a cui riferirsi per futuri sviluppi dell'economia verde.

Le esperienze raccolte e una valutazione dei risultati sono disponibili a questo indirizzo

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Green Economy

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Il caldo sul lavoro è un’emergenza sanitaria in crescita

operaio al lavoro accaldato

Il cambiamento climatico è anche una questione di salute e sicurezza sul lavoro: in Italia, nelle giornate di caldo estremo il rischio di morire per un infortunio aumenta del 61%, con agricoltura e costruzioni tra i settori più esposti. Le ordinanze regionali e gli strumenti previsionali hanno rafforzato la prevenzione, ma restano disuguaglianze, scarsa consapevolezza dei rischi e tutele insufficienti. E senza adeguate misure di adattamento, nei prossimi decenni gli infortuni legati al caldo sono destinati ad aumentare.

È ampiamente condiviso come il cambiamento climatico si configuri come una reale emergenza sanitaria e una sfida epocale. Una riflessione su come tale emergenza sanitaria riguardi anche la salute e la sicurezza dei lavoratori è essenziale. Storicamente, la ricerca in ambito occupazionale ha consentito di identificare e caratterizzare rischi per la salute dei lavoratori dovuti a sostanze presenti anche negli ambienti di vita (solitamente a più bassi livelli di esposizione).