fbpx Più antichi i pinguini | Scienza in rete

Più antichi i pinguini

Primary tabs

Read time: 1 min

Probabilmente qualcosa va rivisto nei tradizionali test di datazione genetica che si basano sull'analisi del DNA. Uno studio recentemente pubblicato su Trends in Genetics e riguardante l'analisi del DNA mitocondriale di pinguini morti migliaia di anni fa in Antartide, infatti, ha mostrato la presenza di possibili pesanti errori di datazione.

Lo studio ha preso in considerazione il materiale genetico proveniente dalle ossa di pinguini la cui morte, determinata grazie all'impiego di altre tecniche, risale a epoche che vanno da 250 fino a circa 44 mila anni fa. Un'indagine possibile perchè, a differenza di quanto avviene nelle regioni temperate, le condizioni climatiche dell'Antartide permettono la perfetta conservazione del materiale genetico anche per decine di migliaia di anni.

Stando alle conclusioni dei ricercatori, un campione di materiale genetico datato impiegando le tecniche attualmente in uso potrebbe in realtà essere da una a sei volte più antico. Naturale, a questo punto, chiedersi quanto possano essere attendibili le datazioni basate sull'attuale analisi mitocondriale.

Fonti: OSU, Trends in Genetics

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Il mare sempre più caldo cambia sotto i nostri occhi

Immagine di una caravella portoghese (Physalia physalis) su fondo azzurro

Un nuovo studio di World Weather Attribution mostra che il cambiamento climatico di origine umana ha reso le recenti ondate di calore marine molto più intense e frequenti, e che il Mediterraneo è particolarmente vulnerabile. Tra gli effetti visibili figurano la diffusione di organismi gelatinosi, anche molto urticanti come la caravella portoghese (nella foto), nel quadro di una progressiva tropicalizzazione della fauna marina. Le conseguenze pesano anche sulla terraferma, con maggiore umidità, precipitazioni estreme e rischi sanitari. Le misure di adattamento possono limitare i danni, ma per contenere gli impatti è indispensabile ridurre le emissioni legate ai combustibili fossili. Immagine: rielaborazione grafica da Wikimedia Commons

Luglio 2026 è stato il mese più caldo mai registrato per gli oceani del pianeta (dato Copernicus ). Sulle coste europee, e in particolare nel Mediterraneo occidentale, le temperature superficiali del mare hanno toccato record assoluti: fino a 6°C sopra la norma a giugno, con una boa al largo di Maiorca che ai primi di agosto ha misurato 33°C.