fbpx Pioggia di elio su Giove | Scienza in rete

Pioggia di elio su Giove

Primary tabs

Read time: 1 min

Quando nel 1995 la sonda Galileo venne fatta scendere attraverso l’atmosfera di Giove e ne misurò caratteristiche e composizione, i planetologi si accorsero che c’era qualcosa di strano. L’abbondanza di elio e neon, infatti, era molto inferiore alle attese. Un recentissimo studio spiega finalmente quel mistero.

Autori della ricerca, appena pubblicata su Physical Rewiew Letters, sono Hugh Wilson e Burkhard Militzer, entrambi dell’University of California di Berkeley. Secondo i due planetologi, a causa delle condizioni estreme dell’atmosfera di Giove l’elio condenserebbe in piccole gocce e precipiterebbe verso gli strati più interni. Durante questa caduta, però, le gocce ingloberebbero il neon e questo porterebbe al drastico impoverimento degli strati più esterni rilevato dalla sonda Galileo (il neon risultò addirittura un decimo del previsto).

Secondo le simulazioni di Wilson e Militzer, su Giove la temperatura e la pressione presenti tra i 10 e 13 mila chilometri di profondità renderebbero l’idrogeno un metallo conduttore. L’elio, però, non avrebbe ancora raggiunto lo stato metallico e, non potendo mescolarsi all’idrogeno, formerebbe le minuscole gocce responsabili del “sequestro” del neon e del suo dirottamento verso le regioni più interne del pianeta.

UC Berkeley - Physical Review Letters

Autori: 
Sezioni: 
Planetologia

prossimo articolo

Alcol: l'epidemia che non fa rumore

persona di cui non si vede il volto con bottiglia e colori cupi

Le prove sui danni dell'alcol, dal cancro agli incidenti stradali, sono ormai solidissime. Eppure la sua gestione resta arretrata: pochi usano gli strumenti di screening, ancora meno arrivano alle cure efficaci già disponibili. Una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi.

Foto: Carl Van Vechten, Public domain, via Wikimedia Commons

Se Ennio Flaiano notava su Diario degli errori che «La battaglia contro l’alcolismo prende accenti birichini», William Faulkner aveva raccontato nel suo diario come andava la sua vita: «Due scotch al bar. Tre drink al mattino. Un daiquiri al Dirty Dick's, tre bicchieri di vino rosso a pranzo e tre di vino a cena».