fbpx L'oro come ET | Scienza in rete

L'oro come ET

Primary tabs

Read time: 2 mins

In natura esistono materiali la cui ridottissima diffusione sulla crosta terrestre ce li fa considerare preziosi: l'oro, il platino, l'iridio e l'osmio sono solo alcuni di essi. Nella classificazione di Goldschmidt vengono definiti elementi siderofili perchè manifestano una spiccata tendenza a legarsi con il ferro metallico, una caratteristica che è stata un po' la loro rovina.

Secondo il quadro ricostruito dai planetologi, quando il nostro pianeta era ai suoi albori era caratterizzato da una elevata temperatura e gli elementi più pesanti - dunque anche i siderofili - finirono inevitabilmente col precipitare verso il nucleo lasciando in superficie i silicati. Da dove vengono allora quelle concentrazioni di metalli preziosi rintracciabili nelle rocce terrestri ai nostri giorni? La risposta è piuttosto semplice: questi materiali sono stati portati sulla Terra dalla successiva caduta di meteoriti. Ma non tutti ne sono convinti.

Qualche giorno fa, però, su Nature Geoscience è stato pubblicato uno studio che ripropone con forza l'ipotesi dell'origine extraterrestre. Attraverso esperimenti ad alte temperature, James Brenan (Università di Toronto) e William McDonough (Università del Maryland) hanno ricostruito il processo di differenziazione metalli-silicati stimando le conseguenti concentrazioni della crosta terrestre. Sulla base di tali stime, mentre la concentrazione dell'oro non crea particolari problemi, per giustificare quella dell'osmio e dell'iridio si deve necessariamente ricorrere a un rabbocco successivo. E la pista meteoritica resta l'unica finora percorribile.

Fonte: Nature Geoscience

Autori: 
Sezioni: 
Geologia

prossimo articolo

Quando nasce davvero l’ambientalismo?

manifestazione ambientalista

"Silent Spring", di Rachel Carson, è diventato nel 1962 il simbolo della nascita dell’ambientalismo moderno. Ma già prima una serie di esperienze aveva cominciato a mettere in discussione la fiducia illimitata nella crescita economica e nel progresso tecnologico. Le ripercorre Stefano Nespor: dal movimento antinucleare alla nascita della IUCN e del WWF, dall’Anno geofisico internazionale al primo romanzo ecologista. Esperienze in cui scienziati, intellettuali e associazioni contribuirono (spesso indipendentemente gli uni dagli altri) a costruire una nuova consapevolezza: la natura non era soltanto una risorsa da sfruttare, ma un patrimonio da conoscere e proteggere.

Negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, entrambi i blocchi dei Paesi vincitori, i Paesi a economia di mercato e i Paesi socialisti, hanno posto in primo piano, anche se per diverse finalità, il medesimo obiettivo: la crescita economica e lo sviluppo. L’obiettivo per i primi era la realizzazione di un ordine economico internazionale basato sul libero mercato. Per i Paesi del blocco socialista era la realizzazione della futura società socialista.