fbpx L'acqua della Luna | Page 2 | Scienza in rete

L'acqua della Luna

Primary tabs

Read time: 1 min

Colpo di scena nella lunga diatriba sull'esistenza dell'acqua lunare. I dati ottenuti dall'analisi delle rocce riportate dalle missioni Apollo ci avevano fatto mettere il cuore in pace: quei sassi erano quanto di più secco si fosse mai analizzato. Poi sono venuti i dubbi, suggeriti dalla possibilità che, sul fondo di crateri perennemente in ombra, potesse essersi conservata una significativa quantità di ghiaccio.

Nei giorni scorsi una svolta forse decisiva, con la pubblicazione su Science di ben tre studi nei quali si annuncia l'individuazione dell'impronta dell'acqua e del radicale ossidrile nello spettro lunare. Tre le sonde coinvolte in questa scoperta, a cominciare dalla indiana Chandrayaan-1, che con il suo spettrometro (il Moon Mineralogy Mapper) ha individuato nello spettro lunare l'assorbimento tipico dell'acqua e dell'ossidrile.

A confermare il rilevamento, poi, ecco i dati dello spettrometro della sonda EPOXI raccolti lo scorso giugno e persino quelli raccolti nel 1999 dallo strumento VIMS a bordo della Cassini all'inizio del suo viaggio verso Saturno e mai pubblicati finora. Le prime valutazioni indicano che una tonnellata di materiale superficiale della Luna potrebbe fornire circa un litro d'acqua. Detto così non sembra granchè, ma le ricadute sulla pianificazione delle possibili missioni umane sul nostro satellite potrebbero essere davvero incredibili.

Fonti:  scienceNow, NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Abbiamo ormai perso le speranze per restare sotto 1,5°C?

orologio nella sabbia

Ci vuole una certa pazienza a fare comunicazione climatica se bisogna continuare a ripetere ossessivamente quali sono le cose da fare per arrivare a zero emissioni nette e per adattarsi al clima che cambia. Questa volta la strigliata arriva dall’UNEP che ci dice che non è affatto detto che l’umanità riuscirà a restare sotto 1,5°C per fine secolo. Che serve usare tutte le tecnologie in campo, compresa la rimozione artificiale di CO2 dall’atmosfera. Che serve – udite udite – darsi una mossa. Il nuovo rapporto identifica un pacchetto di azioni climatiche che devono servire per contenere il sorpasso di 1,5°C il più possibile e favorire un rientro veloce e sicuro.

Foto di Annette da Pixabay

È uscito il 2 settembre un nuovo report dell’UNEP dal titolo Limiting Overshoot: Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return. Il messaggio principale è che il superamento temporaneo di 1,5°C è ormai inevitabile date le traiettorie di emissioni e le politiche attuali. Ricordiamo sempre che stiamo parlando dell’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli preindustriali.