fbpx La protezione di leptina e lipidi | Scienza in rete

La protezione di leptina e lipidi

Primary tabs

Read time: 1 min

C’è un legame tra metabolismo e Alzheimer. La leptina, che comunica al cervello quando mangiare e quando smettere, era stata finora studiata soprattutto per cercare un rimedio all’obesità, ma in modelli animali aveva dimostrato di agire anche sulla memoria. Ora un gruppo di ricercatori di Boston ha scoperto che potrebbe proteggere dalla demenza. Un campione di quasi 200 partecipanti allo studio di Framingham, a cui era stato dosato l’ormone  agli inizi degli anni novanta, è stato sottoposto una decina di anni dopo anche a una risonanza magnetica, che mostrava come il volume cerebrale andasse di pari passo con i livelli di leptina. Negli anni successivi alla conferma strumentale è seguita quella clinica: la demenza si è sviluppata in un quarto di coloro che avevano i più alti tassi dell’ormone ma solo nel 6 per cento di quelli con i dosaggi inferiori.

Intanto, all’Università di Cagliari, su una novantina di malati di Alzheimer e altrettanti loro parenti, è stato osservato che i pazienti avevano un accumulo di lipidi neutri e bassi livelli di colesterolo HDL rispetto ai sani. Un altro indizio del legame ancora misterioso che lega la mente al metabolismo, una possibile via da esplorare per cercare strumenti di diagnosi e di cura.

JAMA 2009; 302: 2565
BMC Medicine 2009; 7: 66

Autori: 
Sezioni: 
Alzheimer

prossimo articolo

Genomi su misura con l'IA: la nuova frontiera della biologia sintetica

L’intelligenza artificiale ha imparato a scrivere non solo testi ma... anche genomi. Per la prima volta, modelli addestrati sul linguaggio del DNA hanno infatti progettato da zero batteriofagi funzionanti, capaci di infettare batteri e superarne le resistenze. Un risultato che apre prospettive inedite per la terapia fagica e la biologia sintetica, trasformando l’IA in uno strumento per esplorare lo spazio del biologicamente possibile. Ma la capacità di generare virus pone anche interrogativi urgenti: quanto sono davvero originali queste forme di vita artificiali? E come governare una tecnologia che potrebbe diventare tanto potente quanto pericolosa?

C'è una frontiera della biologia che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile, eppure oggi, grazie all'intelligenza artificiale, è stata superata: progettare un genoma intero da zero con la stessa facilità con cui si scrive un testo è diventato realtà. Il 6 agosto 2026, un team di ricercatori guidato da Brian L.