Sembra solo una curiosità, ma potrebbe avere implicazioni tecnologiche interessanti. Un gruppo di ricercatori del Laboratorio nazionale di scienze molecolari di Pechino ha cercato di capire come mai la rugiada mattutina si deposita sulle ragnatele e non, per esempio, sui capelli umani, la cui struttura è apparentemente simile. «Osservando il filo di ragno al microscopio ottico ed elettronico abbiamo osservato che è caratterizzato da una struttura a filo di perle, in cui, su due fibre principali, si inserisce una serie di gomitoli di nanofibrille attorcigliate, che a contatto col vapore acqueo si addensano a formare dei fusi» spiega Lei Jiang, che ha diretto il lavoro. «La condensa scivola verso queste strutture più rugose, formando goccioline più grandi e visibili a occhio nudo». Il fenomeno non è vantaggioso per i ragni, perché la ragnatela inzuppato svolge meno bene la sua funzione. «Ma può suggerire la via per la produzione di materiali che catturano l’umidità dall’aria» conclude la ricercatrice cinese, «come già abbiamo sperimentato immergendo fibre di nylon in un polimero che asciugandosi forma fusi simili a quello del ragno e presenta le stesse proprietà».
Il mistero della tela di ragno
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Il caldo sul lavoro è un’emergenza sanitaria in crescita

Il cambiamento climatico è anche una questione di salute e sicurezza sul lavoro: in Italia, nelle giornate di caldo estremo il rischio di morire per un infortunio aumenta del 61%, con agricoltura e costruzioni tra i settori più esposti. Le ordinanze regionali e gli strumenti previsionali hanno rafforzato la prevenzione, ma restano disuguaglianze, scarsa consapevolezza dei rischi e tutele insufficienti. E senza adeguate misure di adattamento, nei prossimi decenni gli infortuni legati al caldo sono destinati ad aumentare.
È ampiamente condiviso come il cambiamento climatico si configuri come una reale emergenza sanitaria e una sfida epocale. Una riflessione su come tale emergenza sanitaria riguardi anche la salute e la sicurezza dei lavoratori è essenziale. Storicamente, la ricerca in ambito occupazionale ha consentito di identificare e caratterizzare rischi per la salute dei lavoratori dovuti a sostanze presenti anche negli ambienti di vita (solitamente a più bassi livelli di esposizione).