Paolo Giubellino, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nazionale, è stato nominato ieri quasi all’unanimità spokeperson (cioè coordinatore internazionale) dell’esperimento ALICE dell’acceleratore di particelle LHC di Ginevra. Giubellino è il terzo italiano chiamato a dirigere gli esperimenti alla macchina del CERN: gli altri due sono Fabiola Gianotti (spokeperson di ATLAS) e Guido Tonelli (spokeperson di CMS). “L’Italia ha fatto l’en plein" ha commentato il presidente dell’INFN, Roberto Petronzio". Siamo molto felici di questo nomina. Ormai non è più un fatto statistico. Con tre coordinatori internazionali sui tre esperimenti più grandi, è significativo che la leadership della comunità scientifica italiana si affermi in LHC in questo momento in cui si va verso il Nuovo Mondo della fisica con le collisioni a 7 TeV”. Paolo Giubellino, 50 anni, si è laureato in fisica a Torino e ha perfezionato i suoi studi in California e a Dubna in Russia. Collabora con Università francesi,cubane, messicane e ucraine.
Giubelllino ai vertici dell'LHC
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Il maxi patteggiamento di Meta con gli Stati americani introduce limiti d'uso per la popolazione adolescente, ma lascia intatti gli algoritmi che catturano l’attenzione e riguarda solo gli Stati Uniti. Vietare non basta: servono regole più ampie, un'informazione libera e indipendente e una comunità educante (famiglie, scuola, pediatri) capace di accompagnare ragazzi e ragazze nell'uso dei device. Da qui l'idea di un bugiardino digitale, come per i farmaci.
Foto di Vitaly Gariev su Unsplash
La società Meta, che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, è stata chiamata in giudizio da 29 Stati americani con l'accusa di aver progettato le proprie piattaforme in modo da favorire un uso compulsivo da parte di bambini e adolescenti, con possibili conseguenze sulla loro salute. Sono 47, in realtà, gli Stati americani (più il distretto di Columbia) che hanno intrapreso azioni legali contro Meta, ma il nucleo principale dell'azione legale è stato portato avanti da 29 Stati.