fbpx Ecco il primo pacemaker biologico | Scienza in rete

Ecco il primo pacemaker biologico

Primary tabs

Read time: 2 mins

Ricercatori statunitensi hanno messo a punto una innovativa tecnica di terapia genica che corregge l’aritmia nei maiali, un approccio che un giorno potrebbe offrire un'alternativa ai pacemaker elettronici.

Nello studio appena pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, il team guidato da Eduardo Marban del Cedars-Sinai Heart Istitute è riuscito a trasformare delle cellule cardiache in “cellule pacemaker”, iniettando il gene TBX18.
Le disfunzioni del pacemaker cardiaco, il nodo senoatriale, e del tessuto di conduzione possono dare origine ad aritmie pericolose per la vita. Queste patologie spesso richiedono, come unico intervento possibile, l’impianto di un pacemaker elettronico. I pacemaker elettronici presentano tuttavia alcuni limiti dati dal bisogno di manutenzione, dal pericolo di infezioni e dall’interazione con campi elettromagnetici.

La terapia genica ha trasformato alcuni dei miliardi di normali cellule del muscolo cardiaco degli animali in cellule specializzate, molto più rare, la cui funzione è quella di mantenere il battito cardiaco.  
Le cellule modificate, grandi quanto un granello di pepe, hanno funzionato come un convenzionale peacemaker per circa due settimane.
"Siamo stati in grado, per la prima volta, di  creare un pacemaker biologico con metodi minimamente invasivi", afferma Marban. "Questo sviluppo apre una nuova era per la terapia genica in cui i geni non sono più utilizzati solo per correggere una carenza, ma per mutare una cellula e curare una malattia”.
Ma quali sono le possibili applicazioni? Oltre alla possibile sostituzione dei dispositivi elettronici, il pacemaker biologico potrebbe essere fondamentale per risolvere problemi cardiaci che vengono riscontrati, per esempio, nei feti.

“I bambini ancora nel grembo materno non possono avere un pacemaker, ma speriamo di lavorare con gli specialisti di medicina fetale per creare un trattamento salva-vita per i bambini con una diagnosi di blocco cardiaco congenito”, ha spiegato Eugenio Cingolani coautore dello studio.

Prospettive, come sottolinea la British Heart Foundation: le applicazioni pratiche della ricerca sono ancora molto lontane.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Medicina

prossimo articolo

La strada che ha portato al vaccino a mRNA per il melanoma. Intervista a Paolo Ascierto

foto di paolo ascierto

Ad agosto è stato annunciato che il vaccino a mRNA per il trattamento del melanoma ha superato la fase 3 del trial clinico: ma in cosa consiste davvero, e perché è una notizia così importante? Cosa dicono esattamente i dati? Possiamo parlare di una nuova era dell'oncologia?
Elena Panariello ha rivolto queste e altre domande a Paolo Ascierto, oncologo coordinatore dello studio per l'Italia e membro dello steering committee internazionale.

Il 19 agosto 2026 Merck e Moderna hanno annunciato che un vaccino terapeutico a mRNA per il melanoma ha superato con successo la fase 3 dello studio clinico INTerpath-001, condotto su oltre 1.100 pazienti con melanoma ad alto rischio.  La notizia ha avuto un'eco immediata.