Il più grande ragno mai avvistato in Medio Oriente è stato individuato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Haifa: il suo diametro a zampe distese arriva infatti fino a 14 centimetri. E’ stato chiamato Cerbalus aravensis, dalla valle di Arava, dove conduce una vita prevalentemente notturna tra le dune di sabbia di Samar. «Un ecosistema unico e ad altissimo rischio» ha dichiarato Uri Shanas, il ricercatore che sta conducendo gli studi in quell’area. «In passato la zona si estendeva fino a 7 chilometri quadrati ma ora si è ridotta a meno di 3, per l’avanzare dei terreni coltivati e delle cave di sabbia». Già sono scomparsi esemplari come il gatto della sabbia (Felis margarita) o la volpe di Rüppell (Vulpes rueppelli); ora si teme che anche il ragno gigante, dopo una fugace apparizione, faccia la stessa fine.
Appena scoperto già rischia la vita
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In morte di Maurizio Bonati

Ci ha lasciati in modo improvviso Maurizio Bonati che - tra le altre cose - è stato collaboratore assiduo e prezioso di Scienza in rete. Lo ricordiamo con alcuni dei suoi più recenti articoli, solo alcuni esempi fra i molti dell'ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura, che tenevano sempre al centro le persone più fragili e il rifiuto per ogni forma di conflitto armato
In questa estate torrida che sembra decisa a non mollare mai, lavorando nel suo giardino, ci ha lasciato all’improvviso Maurizio Bonati. Per pagare il debito al ruolo istituzionale dirò che è stato responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ma chiunque si interessi ai temi della salute pubblica prima o poi lo ha incontrato, ne ha letto o ci ha discusso perché Maurizio Bonati è sempre stato un acuto critico delle posizioni e degli approcci banali e accomodanti.