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L'invisibile meraviglia

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E’ il primo catalogo sfogliabile e multimediale mai realizzato per una mostra scientifica italiana. La mostra è “L’invisibile Meraviglia”, realizzata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e ospitata a Torino dal Museo Regionale di Scienze Naturali dal 14 aprile al 7 luglio, in vista di ESOF 2010.

Dopo la grande ribalta mediatica dell’acceleratore del Cern, Lhc e ad esempio in Italia il sorprendente successo di mostre come Astri e particelle a cura di Infn, Inaf e Asi, è probabilmente tramontata per sempre l’idea che il racconto della fisica fondamentale non possa avvicinare e coinvolgere il grande pubblico.

Usciti dalla cerchia ristretta di esperti e addetti ai lavori, temi come l’esplorazione dei costituenti ultimi della materia, la ricerca sull’origine e l’evoluzione dell’Universo o le sfide tecnologiche dei grandi acceleratori richiedono di essere raccontati e comunicati in modi originali. Ricorrendo anche  a quei canali e strumenti della comunicazione di massa, che grazie soprattutto al web si sono moltiplicati e sono divenuti sempre più multimediali e interattivi.

Il catalago dell’ “L’invisibile meraviglia” è in questo senso un prototipo unico, che tenta di riproporre in sé gli elementi multimediali e interattivi della mostra, dimostrando anche per questa via che la fisica fondamentale può essere comunicata, senza dimenticarsi dei suoi contenuti, in modo avvincente e convincente.

E’ così che il catalogo, come in un libro parlante, aggiunge a testi ed immagini, suoni, video e interviste ad alcuni protagonisti italiani della ricerca in questo campo: Roberto Petronzio, Carlo Rubbia, Guido Tonelli, Antonino Zichichi e Margherita Hack. L’intervista parallela di questi ultimi due scienziati (realizzata da Marco Malaspina e Stefano Parisini dell’Inaf),  diverte per l’asimmetria delle risposte, ma induce a riflettere anche su come il confronto e la dialettica di punti di vista alimenti lo sviluppo della scienza (senza mai divenire ideologico).

Ma il discorso coinvolge anche quelle applicazioni, insostituibili nella nostra vita di tutti i giorni, che anche se non previste,  prima o poi arrivano sempre da ogni genuino progetto di ricerca fondamentale. E’ il caso ad esempio della radioterapia o di una tecnica terapeutica d’avanguardia come l’adroterapia, che consentono di curare i tumori accelerando le particelle con macchine, assai simili a quelle della fisica fondamentale. Per non parlare degli straordinari metodi di diagnosi e imaging che la fisica ci ha fornito nell’ultimo secolo, consentendoci di guardare dentro il corpo umano. O ancora della datazione di oggetti antichi e reperti archeologici e infine della possibilità di analizzare, grazie agli acceleratori ed altre tecnologie, la composizione e la struttura di opere d’arte.

E il catalogo dà conto dei diversi linguaggi e delle suggestioni visive usate in mostra per svelare al pubblico una prospettiva inusuale anche su questi aspetti  della nostra  esperienza più comune. Spetta ai lettori giudicare se riesca con successo a integrare tanti e così diversi livelli di comunicazione. Intanto, buona iperlettura.


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