fbpx Glaciazione da ossigeno | Scienza in rete

Glaciazione da ossigeno

Primary tabs

Read time: 1 min

Se il riscaldamento globale di oggi è provocato dall'incremento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica, anche la prima glaciazione potrebbe essere stata provocata da un suo brusco aumento. Lo sostiene un team internazionale di geologi, i quali, studiando rocce provenienti dal Sud Africa, hanno dimostrato come il fenomeno della prima grande ossigenazione dell'atmosfera terrestre, avvenuta circa 2,3 miliardi di anni fa, abbia coinciso con l'inizio della prima grande glaciazione, di cui non si conosceva finora la causa. Secondo gli studiosi, l'ossigeno prodotto in grandi quantità da batteri fotosintetici e liberato nell'atmosfera, avrebbe reagito col metano che allora la costituiva, producendo anidride carbonica, che è più di 60 volte meno efficiente nel riscaldare la terra. Si sarebbe così determinato un rapido calo delle temperature terrestri, ma anche il presupposto per la formazione dello strato di ozono indispensabile per il successivo fiorire della vita sul pianeta.  

Geology 2009; 37: 399-402 doi:10.1130/G25423A.1

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

ISPRA: quali sono le minacce principali per gli uccelli

Un uccello vola accanto a un cavo elettrico

Un’analisi condotta da ISPRA su 623 esemplari appartenenti a 21 specie, nell’arco di 17 anni, rivela che le morti dell’avifauna provocate dall’essere umano sono quasi il doppio di quelle dovute a cause naturali. Elettrocuzione, collisioni con infrastrutture energetiche e bracconaggio sono le cause principali. La localizzazione dei singoli individui - e quando possibile la causa delle loro morti - è stata consentita dagli strumenti di tracciamento satellitare, diventati nel tempo più piccoli, leggeri e meno costosi. Crediti immagine: Kaitlan Balsam/Unsplash

Dalla gravina di Matera - un profondo canyon nel Parco della Murgia Materana - a Campobello di Mazara sono circa 700 chilometri, se si va via terra. Tra le due località c'è anche lo stretto di Messina. Tra planate e volteggi, i chilometri diventano molti di più. È più o meno questo il percorso che ha fatto, in appena due settimane, una giovane femmina di capovaccaio, come raccontato dai suoi tracciati di monitoraggio. Rilasciata nell'ambito del progetto LIFE Egyptian vulture, è morta dopo sette mesi di vita in libertà in Sicilia a causa di un'infrastruttura elettrica.