Scienze umane

Storici a confronto su scienza e potere

I convegni scientifici internazionali, spinti anche dall’esigenza di raccogliere quante più adesioni possibili per motivi di bilancio, non brillano sempre per l’originalità dei temi proposti ma, qualche volta, ci sono delle eccezioni.  La 7a Conferenza Internazionale della Società Europea di Storia della Scienza (ESHS) che ha chiuso i battenti a Praga il 24 Settembre 2016 dopo tre giorni di lavori, fa parte di queste.

Il terrorista è un perdente radicale

Qualche tempo fa mi sono ritrovato ad ascoltare una canzone di cui non ricordavo neppure più l'esistenza: "La locomotiva" di Francesco Guccini. Si tratta di una canzone, degli inizi degli anni settanta dello scorso secolo, che racconta la storia di un ferroviere anarchico che compì un attentato alla stazione di Bologna. La canzone è basata su una vicenda realmente accaduta.

Quanto ripaga investire in cultura

Investire in attività culturali paga, sia in termini di valore aggiunto economico, che occupazionale. In Italia nonostante la crisi il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) ha visto una crescita della ricchezza in termini di valore aggiunto nominale dello 0,6%, mentre gli occupati nel settore sono aumentati dello 0,2%. Ad oggi il Sistema Produttivo Culturale da solo, senza considerare cioè i posti di lavoro attivati negli altri settori, dà lavoro a 1,5 milioni di persone.

Dalla cultura viene un terzo della spesa turistica

C’è davvero spazio per i numeri in un cervello analfabeta?

Una parte sorprendente della nostra conoscenza del mondo è strutturata in forma quantitativa. Provate a descrivere un luogo senza indicarne la distanza rispetto ad altri luoghi, la grandezza, il rapporto tra i diversi elementi che vi si trovano, ad esempio il numero e la collocazione di porte e finestre in una stanza. E’ similmente arduo descrivere senza alcun riferimento quantitativo un evento, sia esso passato o futuro.

Nella mente del terrorista. Aggiornamenti dopo la strage di Parigi

Negli ultimi anni si sono avvicendate molte teorie sulla genesi del terrorismo suicida, che ha lasciato l’ultimo orribile segno a Parigi il 13 novembre. Quanto contano gli individui e la loro psicologia, le loro motivazioni? Quanto gli stati e i gruppi che li sostengono? Un importante contributo alla genesi sociale del terrorismo suicida è stato portato da Scott Atranantropologo che lavora presso l’University del Michigan ad Ann Arbor e al Centre National de la Recherche Scientifique a Parigi.

Il cervello dei sinesteti

Questa breve rassegna sintetizza alcuni importanti risultati che descrivono le caratteristiche specifiche, anatomiche e funzionali, del cervello dei sinesteti. Le principali scoperte trattate sono:

La sinestesia: figura retorica o condizione neurologica?

Da molto mi incuriosiva quella strana condizione neurologica che va sotto il nome di “Sinestesia”: mi incuriosiva essenzialmente perché ne erano affetti artisti alla cui creatività la condizione aveva portato evidenti e dichiarati vantaggi. Così avevo chiesto a Lutz Jäncke, che della Sinestesia è uno dei massimi specialisti, di scrivere qualcosa per Scienzainrete. Ha accettato.

La ricerca è una cosa da professionisti

La maratona Telethon ha garantito anche quest'anno 30 milioni di euro (qualcosa in più è previsto a chiusura del bilancio a giugno) buona parte dei quali andranno a finanziare le ricerche di punta sulle malattie genetiche. Una buona conferma economica, dunque, con qualche preoccupazione dovuta alla crescita di quasi un terzo delle domande di grant, molte delle quali multicentriche.

I 25 anni del centro WHO di Verona

L’ultimo rapporto della Scuola di Sanità Pubblica di Harvard stima per il 2011-2030 gli effetti delle malattie sulla produzione: quelle mentali saranno responsabili del 35% della perdita di produzione. Secondo infatti l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie mentali causano i maggiori danni all'individuo e alla stessa collettività: circa il 12% dei DALYs (disability adjusted life year) relativi a tutte le malattie è dovuto proprio ai disturbi mentali contro un 10% delle malattie cardiovascolari e un 5% di tutte le forme tumorali e neoplasie.

E' vero: aumentano i suicidi con la crisi

Può la recessione che interessa l'Italia e il resto del mondo dal 2008 essere responsabile dell'aumento dei suicidi registrato in questo periodo? E sopratutto: è vero - come dicono i media - che negli ultimi anni i suicidi sono aumentati? O tale notizia non potrebbe piuttosto essere - come alcuni studiosi hanno osservato - frutto di una sovrainterpretazione del fenomeno, riconducibile a normali fluttuazioni statistiche?

La scienza dell’amore

Solo un paio di settimane in anticipo rispetto a San Valentino, si è tenuto a San Diego il XIII meeting della Society for Personality and Social Psychology, durante il quale diversi ricercatori americani hanno presentato una serie di studi condotti sul tema dei sentimenti. Amare fa bene alla salute: bella scoperta, verrebbe da dire. Pare infatti che in questo campo la scienza confermi il buon senso, talvolta perfino i luoghi comuni.

Dimagrire: missione impossibile?

Che i chili persi con tanti sacrifici, per chi è seriamente soprappeso, alla fine tornino sempre da oggi potrebbe essere ben più di un luogo comune o di un incubo ricorrente. La colpa però non sarebbe della mancanza di disciplina o di forza di volontà, ma del nostro stesso corpo che per una serie di reazioni biologiche, in determinate circostanze, sembra settato per contrastare la perdita di peso. Questa è la conclusione dello studio condotto dal gruppo guidato da Joseph Proietto dell’Università di Melbourne e recentemente pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Usiamo le molecole per spiegare l'uomo

Il mondo molecolare può essere un valido esempio sia per le scienze naturali sia per quelle umane e sociali. Tale mondo è complesso e pluralistico e la chimica, disciplina scientifica che lavora in questo piano, ancor prima che venisse coniato il termine “complessità”, si è mossa in un’ottica “complessa” e “sistemica”, in quell’ambito di sintesi che io ho chiamato della “complessità sistemica”. Tale mondo è popolato di milioni di individui, oggetti e soggetti di spiegazione, dotati di tale autonomia da richiedere un nome proprio.

Anche gli "umanisti" vanno misurati!

Si parla molto di valutazione e di merito anche qui su Scienza in rete dove, da poco, è intervenuto il Presidente dell’ANVUR. Sappiamo che in ambito internazionale il metodo valutativo è basato sull’impact factor: forse non il migliore in assoluto ma quello che abbiamo a disposizione per capire e valutare la validità di un ricercatore e di un prodotto di ricerca. E’ un metodo molto pragmatico e un po’ rozzo che si basa sull’idea sintetizzabile nel motto: “Tu sei ciò che la comunità scientifica cui appartieni ti riconosce”.

La scienza nell’Italia Unita

L’Osservatorio Vesuviano è, in ordine di tempo (ma non solo), il primo centro di ricerca vulcanologica al mondo. Fu inaugurato nel 1845, nel corso della settima “Riunione degli Scienziati Italiani”, che portò nella capitale borbonica oltre 1.600 uomini di scienza provenienti da tutta Italia. Il suo fondatore e primo direttore fu Macedonio Melloni, uno dei più grandi fisici italiani dell’Ottocento. Era stato destituito dall’insegnamento a Parma dopo che, nel 1830, aveva parlato in termini entusiastici della rivolta di Parigi ai suoi studenti.

Da paese d'emigrazione a paese d'immigrazione

Dal dopoguerra ad oggi l’Italia ha attraversato tutte le principali fasi che può conoscere un sistema migratorio nazionale durante la sua evoluzione. Basti pensare che fino agli anni sessanta del secolo scorso siamo stati tra i principali paesi d’emigrazione del mondo, mentre ora siamo diventati una delle principali mete dei flussi migratori internazionali. Il cambio di segno nella bilancia migratoria italiana avvenuto negli anni settanta coincise con l’avvio di una complessiva riarticolazione dei processi migratori europei in conseguenze delle crisi petrolifere.

Paleolitico, quando i sapiens non erano soli

L’articolo che Svante Pääbo e i suoi collaboratori hanno pubblicato il 23 dicembre su Nature ha confermato ciò che i dati molecolari avevano già messo in evidenza nel marzo di quest’anno: la presenza nel continente eurasiatico di un cespuglio numeroso di forme ominine durante il Pleistocene superiore. Insomma, un albero evolutivo dell’umanità più copioso di quello disegnato sulla base dei reperti fossili.

Homo sapiens, era già in Cina centomila anni fa

Nel lavoro pubblicato sul volume 107 del 9 novembre della rivista Proceedings of National Accademy of Sciences, Erik Trinkaus e colleghi hanno analizzato alcuni resti umani (tre molari e la porzione anteriore di una mandibola) rinvenuti tre anni fa nella cava di Zhiren nella Cina meridionale e datati attraverso la serie dell’uranio a più di 100.000 anni fa (Wu Liu 2010).

Il "criterio Asimov" non funziona

L’articolo di Michele Salvati sul Corriere del 23 luglio (“Se tutti i mali dell’Università fossero gli ultrasessantenni”), ripreso da Gaetano di Chiara su Scienzainrete mette in campo argomenti su cui il Ministro Gelmini e Meloni, il giovane responsabile del PD per l’Università, per una volta (stranamente?) d’accordo, dovrebbero meditare. Su cosa dovrebbero meditare entrambi?

Donne, creatività e cultura dell'innovazione

Perchè un convegno su Donne e Scienza? La presenza delle donne in ambito scientifico non rappresenta più un’eccezione, come nel passato ancora recente. Per quanto in percentuali ancora basse, le donne ora sono presenti in tutte le aree scientifiche, anche in quelle tradizionalmente associate a una visione “maschile” del sapere, come l’ingegneria o la fisica.

Donne e cultura dell'innovazione in Italia

L'Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (Sveva Avveduto, Loredana Cerbara e Adriana Valente) del CNR ha realizzato il rapporto su La cultura dell'innovazione in Italia 2010. L'indagine, giunta al suo secondo anno, è stata realizzata per Cotec e Wired, su un campione di 4000 italiani in età compresa tra i 30 ed i 44 anni, utilizzando il sistema CATI. Il Rapporto di quest’anno è stato ideato seguendo un taglio di genere, per legare le analisi sull’innovazione e la tecnologia alla percezione della presenza o meno di stereotipi e discriminazioni.

Buon compleanno, vecchio Charles

Chiudiamo oggi l'appello "Ridateci il Darwin Day a Milano", che ha superato le 500 firme. Non sono poche per un sito giovane come il nostro, per giunta su un tema locale. E' interessante scorrere i nomi e le professioni dei firmatari - scienziati, insegnanti, casalinghe, impiegati, pensionati - la cui varietà conferma il carattere popolare della manifestazione che quest'anno si svolgerà in molte città italiane, ma non a Milano.

In fuga verso la città

Siamo sulla Terra più di 6,5 miliardi di persone e la crescita demografica, per quanto rallentata, continua. Soprattutto nei Paesi poveri e (meno) in quelli in via di sviluppo.

Poco più della metà di questa popolazione terrestre vive in città. Cioè si è andata inurbando e lo ha fatto con particolare celerità da quando è scoppiata la rivoluzione industriale. Allora la popolazione terrestre si avviava a raggiungere il primo miliardo di unità residenti in grandissima maggioranza in insediamenti rurali; oggi la situazione è profondamente cambiata.

Portare a scuola la scienza mentre sta nascendo

Un progetto, chiamato Etica e Polemica, cerca di portare a scuola un aspetto dell'attività di ricerca poco frequentato: quella della scienza che sta per nascere, quando i ricercatori stanno ancora sperimentando. E' una fase delicata . Da cui i ragazzi, tuttavia, possono imparare molto. Soprattutto a costruirsi una cultura critica capace di dipanare la complessità dei raporti tra scienza e società. di ADRIANA VALENTE

Scienziati e giornalisti: due lingue diverse

Quelli che leggono i giornali, cosa leggono di più? La cronaca nera. E poi? Le notizie sulla salute e quello che c’è sui giornali ha enorme influenza sui comportamenti del pubblico e anche dei medici. Negli Stati Uniti l’impiego di ormoni per attenuare i sintomi della menopausa è calato in modo impressionante dopo che si è scoperto che possono far male al cuore. Merito dei giornali (400 articoli). Ma non è sempre così. I giornalisti tante volte ignorano le complessità e non presentano quasi mai le notizie di medicina nel loro contesto, per esempio tendono a raccontare dell’ultimo studio senza far riferimento agli studi precedenti, nemmeno a quelli più rilevanti, “così il messaggio è quasi sempre inadeguato o distorto”, ha scritto Susan Dentzer nel New England Journal of Medicine del gennaio di quest’anno. Ma proprio perché la gente legge soprattutto di medicina, i giornalisti hanno una grande responsabilità. Cosa dovrebbero fare per essere più credibili e soprattutto per evitare di creare negli ammalati speranze che vanno regolarmente deluse?

Per un liceo (più) scientifico

Il mondo della ricerca deve prendere atto di un dato ormai irreversibile: la società è retta da un crescente bisogno democratico, e persino da un nuovo assetto democratico. E' la società "dei più" non dei pochi. E "i più" oggi rivendicano diritti, nel passato sconosciuti, fra i quali l'accesso alla conoscenza. Ciò cambia le cose anche nel campo scientifico, perché postula che le conquiste della scienza siano socializzate in misura (e forma) finora inedite. Sono due i profili interessati: gli studenti e i cittadini, l'insegnamento e la comunicazione della scienza. Le dimensioni numeriche del fenomeno sono ormai macroscopiche, perché la domanda sociale di conoscenza è enorme rispetto al passato. In tema di insegnamento scientifico abbiamo voluto assumere un simbolo: il liceo scientifico. L'Italia, da cento anni, non ne ha mai avuto uno adeguato. Ha avuto un liceo considerato di serie B, un "liceo classico senza il greco"!

La scienza presa sul serio

«Zoff era un grande centravanti della nazionale italiana»; «Giuseppe Garibaldi era un poeta del Trecento». Sono affermazioni che troveremmo impensabile leggere su qualunque giornale o sentire in qualunque conversazione fra persone colte. Sfortunatamente quando si tratta di scienza ci succede di leggere e sentire affermazioni non meno paradossali e inesatte di quelle menzionate sopra. Viviamo in un paese analfabeta dal punto di vista scientifico, che non investe in ricerca scientifica, ha scarsa fiducia nella ricerca scientifica. Ambizione di Scienza in rete è di essere un luogo piccolo ma significativo di informazione e formazione della cultura scientifica di questo paese. Il metodo che seguiremo sarà costituito da una forte enfasi sui dati, e solo in base a questi sulle opinioni, anche radicalmente divergenti.