Flaminia Malvezzi

Flaminia Malvezzi Campeggi obtained the degree in Physics cum laude in 1997 from the University of Rome La Sapienza and the PhD, major Biophysics, at the University of Tor Vergata (Rome) in 2001. She performed part of her doctoral work at Max Planck Institute for Biophysical Chemistry in Goettingen (Germany). Her work was concentrated in analysing the proteins’ folding and unfolding through fluorescence spectroscopy and in studying the fluorescence emitted by the newly discovered red fluorescent protein DsRed. Her final report was published in Biophysical Journal and Biochemical and Biophysical Research Communication. In 2001 she moved to Verona (Italy), where she spent 5 years as postdoctoral researcher. She was involved in studying the role of Fourier Transform Infrared (FT-IR) Microspectroscopy and analysing the UV long term effects on human cells. In the meantime, she had several teaching assignments both at University and at second level. She obtained the official qualification for teaching in 2009, from the University of Venice. In 2010 she moved to Dublin as Research Officer for the RCSI. She managed the CEMP Marie Curie postdoctoral programme for researchers, for which she also organised the leadership and management development programme week (LMDP). She moved back to Verona in 2012 as teacher and science writer. She is now science writer and research support officer at the Italian Cystic Fibrosis Research Foundation FFC Onlus

Nuovi correttori contro la fibrosi cistica

Crediti: Pixabay/Pexels. Licenza: CC0 License

Che esista una strada aperta per la cura della fibrosi cistica, la più frequente malattia genetica della popolazione caucasica, è noto da qualche tempo e già diversi pazienti nel mondo ne stanno beneficiando. Tuttavia, l’efficacia dei nuovi farmaci in commercio, chiamati genericamente modulatori, non è così elevata come si vorrebbe e non è efficace per tutti i pazienti. Ora, i risultati di due trial clinici portano notizie positive anche per i pazienti con le forme più gravi della malattia.

Anche i risultati negativi servono per il progresso della ricerca

La curcuma contiene curcumina, sostanza che sembrava possedere un meccanismo di recupero della proteina CFTR difettosa nei pazienti affetti da fibrosi cistica. Tra il 2004 e il 2006, vari gruppi di ricerca hanno mostrato come questo non fosse vero. Crediti: Steven Jackson/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

"Bridges to the Future", ossia ponti sul futuro, era il titolo della 31ª National Cystic Fibrosis Family Education Conference, svoltasi a San Francisco in estate. Una delle presentazioni alla conferenza, adesso disponibile per intero su youtube, era intitolata “The history & future of CFTR modulators”, tenuta da Alan Verkman, professore e ricercatore di fama nell’ambito della fibrosi cistica dell’University California San Francisco.

Infezione e infiammazione nei malati di fibrosi cistica

Gli attori Laurence Leboeuf e Max Thierot in una scena del film "Foreverland" (2011). Il protagonista, Will Rankin, è un ragazzo malato di fibrosi cistica a cui un amico, scomparso per la stessa malattia, affida il compito di spargere le proprie ceneri in Messico. Insieme alla sorella dell’amico, Will intraprende un avventuroso viaggio lungo la Pacific Coast Highway attraverso il deserto di Baja, dove incontra una memorabile serie di personaggi. Il regista, Max McGuire, affetto a sua volta da fibrosi cistica, racconta l’esperienza di chi soffre di questa grave malattia con la volontà di dare un messaggio universale di speranza. 

Cercando in rete ci si può imbattere in un toccante film diretto da un regista canadese, affetto da fibrosi cistica (FC), di nome Max McGuire. Il film si intitola Foreverland ed è la storia di un viaggio simbolico e di un amore che nasce tra un ragazzo anch’egli affetto da fibrosi cistica e una giovane amica che ha perso il fratello per la stessa malattia.

Nuove prospettive di cura per la fibrosi cistica

Da più di qualche anno si è aperta una nuova prospettiva per la ricerca di una cura del difetto di base nei pazienti affetti da Fibrosi Cistica (FC), al punto che è capitato di leggere in qualche incauta comunicazione mediatica “trovata cura per la Fibrosi Cistica”. La malattia è dovuta a una mutazione genetica che provoca il malfunzionamento di una proteina che agisce come canale per il passaggio degli ioni cloro fuori e dentro la cellula. Il suo nome, dal gene che la produce, è proteina CFTR.

Vent'anni di ricerca italiana sulla fibrosi cistica festeggiati con Paul Quinton

Lo scienziato Paul Quinton nel suo laboratorio della University of California San Diego (2015).

Per i vent'anni della Fondazione Italiana per la Fibrosi Cistica, il 27 e 28 maggio, in un incontro con i volontari che si è tenuto alle porte di Verona, il direttore scientifico della fondazione Gianni Mastella ha ripercorso la lunga storia di una malattia a base genetica più comune di quanto si pensi. Basti dire che in Italia c’è un portatore sano ogni 25 persone circa, la maggioranza delle quali non sa di esserlo.