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Piano nazionale della ricerca 2011

Perché un Premio sulla ricerca e l’innovazione responsabile

La prima edizione del premio European Foundations Award per la Ricerca e l’Innovazione Responsabile (ERRAFI), lanciata da 5 fondazioni europee lo scorso 15 settembre che ha fissato il termine per le application per il 7 dicembre, si può considerare già ora un successo, con quasi 30 progetti inviati alla giuria, molti dei quali italiani.
Il tema non è semplice: la Ricerca e Innovazione Responsabile (RRI) praticata dai ricercatori.
Cosa vorrà mai dire? La ricerca

Una proposta per migliorare il VQR 2011-2014

Ben poche le innovazioni sostanziali contenute nel draft della Valutazione della Qualità della ricerca (VQR), che riguarda il quadriennio 2011-2014. Piuttosto, un piccolo ma significativo passo indietro rispetto alla precedente VQR, che abbracciava un periodo più lungo, 6 anni, dal 2004 al 2010.  
Ci si chiede infatti che affidabilità può avere una valutazione limitata ad un periodo, 4 anni, che nel caso di molte

I giovani, la formazione e il futuro dell’Italia

Quello dei giovani è il nodo di gran lunga principale che l’università italiana deve sciogliere. E quello dei giovani nell’università italiana è il nodo principale che il paese deve sbrogliare.
Il nodo dei giovani nell’università italiano è uno e trino. Riguarda infatti gli studenti, che stanno rinunciando in massa a quella che viene chiamata “tertiary education”: la formazione di terzo livello.

Europa: è ora di puntare sulla scienza

Agli inizi del secolo scorso in ogni paese nascevano i Consigli Nazionale di Ricerca per favorire, anche attraverso lo sviluppo di nuova conoscenza e di tecnologie avanzate in campo militare, la difesa dei territori, ma, anche, per creare una ben più ampia comunità scientifica che potesse collaborare a una crescita complessiva della società e a un miglioramento delle condizioni di vita.
In questo contesto, e a ridosso della prima grande guerra mondiale, Albert Einstein e Georg Friedrich Nicolai pubblicarono un

Berlino insegna, senza ricerca non si mangia

“Politici e leader della maggior parte dei paesi del mondo hanno perso completamente i contatti con la realtà della ricerca” comincia così un commento di Amaya Moro-Martin, pubblicato su Nature qualche mese fa “sembrano non sapere che quanto più la ricerca  è forte tanto meglio andrà l’economia” e questo è specialmente vero per i paesi dove la crisi si sente di più. “I

Ricerca e formazione: in sette anni i tagli più profondi

La spesa pubblica in Italia cresce, anche al netto del debito pubblico. Ma alcune voci di spesa diminuiscono. E anche piuttosto drasticamente. Le voci che diminuiscono di più sono gli investimenti in ricerca, università e scuola.
È questo, in estrema sintesi, quello che ci dice il documento “L'andamento delle spese per missioni, programmi e stati di previsione del bilancio dello Stato nel periodo 2008-2014” che la Ragioneria dello Stato ha presentato in Senato lo scorso mese di dicembre. Abbiamo

La peer review funziona? Sì, ma con qualche riserva

La peer review lascia un'impronta nella scienza. Le riviste scientifiche, con i loro sì e con i loro no determinano le sorti delle ricerche che vengono loro sottoposte ogni giorno, filtrano quello che dominerà il panorama scientifico e di cui parleranno i giornali nei mesi e forse negli anni successivi, e condannano all'oblio i frutti di altre ricerche. Perché non tutto può essere pubblicato, o meglio, non tutto può venire pubblicato nelle pagine delle maggiori riviste di scienza del mondo.
Funziona o non funziona questo metodo? La discussione nel mondo scientifico non manca di

Ricercatori italiani, ancora una volta bravi e in fuga

Cervelli italiani sempre più in fuga. Anche e soprattutto quando hanno idee vincenti. I cervelli stranieri, al contrario, non vengono in Italia. Anche quando avrebbero i soldi per pagarsi da soli le loro ricerche.
L’esito della selezione dei progetti di giovani ricercatori (early-career top researchers) meritevoli di essere finanziati anche con 2 milioni di euro ciascuno reso pubblico nei giorni scorsi dall’European Research Council non

I precari a vita dell’università

Giovedì scorso, 4 dicembre, è stata presentata a Roma, nell’ambito di un’iniziativa della Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil, un’indagine sul lavoro precario nelle università italiane.
I precari nelle università sono lavoratori molto qualificati (hanno la laurea e spesso un PhD, molti hanno superato valutazioni e concorsi, tanti hanno lavori di prestigio su riviste scientifiche con peer review internazionali), che svolgono un lavoro di formazione e di ricerca.

La scienza in Europa. Un viaggio tra passato e futuro

Con il primo volume del trittico che Pietro Greco (La scienza e l’Europa. Dalle origini al XIII secolo, L’Asino d’Oro) sta dedicando alla scienza e all’Europa, ovvero, più in generale, alla relazione scienza-società nel corso della storia, si inaugura felicemente anche in Italia il filone pubblicistico in cui alta divulgazione scientifica e rigorosa saggistica si fondono senza mai confondersi. Siamo di fronte, infatti, a una narrazione avvincente e a un saggio a tema assai ben focalizzato.

Un consigliere strategico per l'Europa

Pare proprio che Jean-Claude Juncker, il nuovo Presidente della Commissione Europea, abbia deciso di chiudere l’ufficio del Chief Scientific Adviser (Csa), il consigliere scientifico capo. Così a fine gennaio prossimo la biologa molecolare scozzese Anne Glover non avrà più una posizione a Bruxelles. O, almeno, non una posizione all’altezza di quella occupata negli ultimi tre anni.
La decisione di Juncker è stata salutata da alcuni (soprattutto da alcuni movimenti ambientalisti) e stigmatizzata da altri (soprattutto, ma non solo,

Idee per cambiare la gestione della ricerca italiana

Già da alcuni anni l’attività di gestione della ricerca scientifica e tecnologica ha preso alcune strade che probabilmente hanno fornito esempi di efficienza accanto a irrigidimenti che hanno alimentato sia lo sviluppo che la fossilizzazione di un ambiente di vitale importanza per la crescita del paese. Ma a questo punto, appoggiandosi alla buona letteratura già messa a disposizione da ottimi osservatori come Pietro Greco, Settimo Termini, Rino Falcone, Francesco Lenci e altri pensiamo sia possibile formulare un elenco di

Istruzione: l'Italia migliora ma l'Europa è lontana

Un mese fa sono stati assegnati i Premi Nobel e anche se quest'anno non abbiamo portato a casa nessuna medaglia, è altrettanto vero che l'Italia è al settimo posto nel mondo con 20 premi da quando il premio è stato istituito.  Nobel a parte, fra i 3.200 ricercatori più citati del mondo, 55 sono italiani.
Per non parlare per esempio di una realtà come quella del Cern di Ginevra, dove tra un tunnel e l'altro si parla parecchio l'italiano. Fabiola Gianotti è stata appena nominata, per esempio, Direttore generale del Cern.

L’Europa a quattro velocità

"Hanno scelto l’ignoranza", titola il manifesto appello che nove ricercatori europei, tra cui il nostro Francesco Sylos Labini (nostro nel senso sia di italiano che di collaboratore di Scienzainrete, oltre che fondatore e colonna di Roars) hanno pubblicato nei giorni scorsi anche su Nature, mettendo nero su bianco un’inquietudine che serpeggia nella comunità scientifica del Vecchio Continente.
L’impressione è che l’Europa stia

Perché un Senato delle competenze

Gentile Presidente, gentili colleghi, è la prima volta che parlo all’Assemblea e per arrivare all’argomento in discussione oggi io sento di dovervi spiegare il percorso, le ragioni e le modalita` con cui vorrei mettere le mie competenze e il mio ruolo a disposizione di quest’Aula e del Paese.
Probabilmente alcuni di voi conoscono la mia storia e sanno come è accaduto che mi sia trovata a essere qui con voi dopo una per me inaspettata nomina giunta lo scorso anno.
Quel giorno ho avuto di fronte un uomo di straordinaria caratura intellettuale

Ricerca: la richiesta del Consiglio scientifico del Cnr

Nel luglio 1945, mentre la guerra si era appena conclusa in Europa ma continuava in Asia e nel Pacifico, Vannevar Bush – il consigliere scientifico del presidente  degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt, da poco defunto – rendeva pubblico un rapporto, Science. The Endless Frontier, che è considerato l’atto inaugurale sia della moderna politica della scienza, sia della moderna economia fondata sulla conoscenza.

Il testo è breve, poche decine di pagine, ma molto denso e molto articolato. È possibile riassumerlo in quattro punti.

Enti di ricerca: Mettiamo più “R” nel MIUR

Affermazione paradossale e provocatoria, ma vera: il problema del riordino degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) italiani non ha niente a che fare con gli EPR stessi. È piuttosto la questione del sistema italiano della ricerca che vogliamo e dobbiamo affrontare e riordinare, partendo dalle radici, non dalle foglie (o fiori o frutti) dell’albero, anche se questi ultimi sono i suoi prodotti visibili e apprezzabili, prodotti che vengono dal lavoro appassionato di migliaia di ricercatori che sono rimasti in Italia (nonostante tutto).

Un viaggio dell'Anvur nell'università

L’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (Anvur) ha presentato il primo Rapporto biennale sullo stato del sistema universitario e della ricerca. Si tratta di una istantanea che porta alle luce i nostri punti critici ma anche le eccellenze presenti nel nostro sistema. In circa 500 pagine sono stati raccolti tutti i dati attualmente disponibili: tra questi il rapporto tra iscritti e laureati, il funzionamento del sistema 3+2, i percorsi

Piano nazionale della ricerca: tanto tuonò che piovve

1. Il ministro Gelmini ha presentato il PNR per il triennio 2011-2013. Agli 1,7 miliardi stanziati da qui al 2013 per realizzare i 14 «progetti bandiera» conta di aggiungerne altri 900 milioni tra fondi europei e non, per il finanziamento di due nuovi bandi su distretti e infrastrutture e una "fiche" aggiuntiva di 500 milioni sulla ricerca industriale. Ha dichiarato la Gelmini: ''Dopo molti anni finalmente l'Italia può avere uno strumento di pianificazione volto al rilancio della ricerca''. Secondo Lei è realmente così? Di quanto e