fbpx Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana | Page 12 | Scienza in rete

Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana

Read time: 1 min

Silvio Garattini ha tenuto questa mattina il suo intervento come da programma durante l'ultimo giorno del Festival della mente di Sarzana. Il pubblico ha riempito fino all'ultimo posto disponibile la Sala Canale Lunense per ascoltare il Direttore dell'istituto Mario Negri, nonostante le contestazioni di  gruppi di animalisti che anche oggi hanno cercato di ostacolare e boicottare la partecipazione di Garattini, accusandolo di "inciviltà" dopo le provocazioni delle ultime settimane (continuate fino a ieri, alla Festa del Libro di Montereggio).
Silvio Garattini, supportato da un lungo applauso del pubblico, non ha risposto tuttavia alla contestazione in sala, se non aspettando di poter prendere la parola sul tema dell'invecchiamento cerebrale e dello stato dell'arte degli studi sull'Alzheimer, un "termine generale che comprende in realtà diverse malattie".

Garattini, in particolare, ha descritto gli esperimenti grazie ai quali riusciamo a conoscere meglio la malattia, anche attraverso l'uso degli animali in ricerca (incrociando il DNA di topo nel ceppo dell'Alzheimer, per esempio) e i fattori responsabili della perdita di memoria nei pazienti affetti da questa patologia, come gli oligomeri.
Per contrastare l'evoluzione della malattia, i possibili interventi pratici sono seguire una dieta varia e moderata, impegnarsi nell'attività fisica e cercare di stimolare l'attività intellettuale con la curiosità e soprattutto, con l'interazione sociale e la creatività. Silvio Garattini ha sottolineato che proprio quest'ultima è "un atteggiamento della mente che non accetta il vecchio, ma affronta il nuovo senza convinzioni precostituite". 

Prima di rispondere alle domande del pubblico in sala, Garattini ha indicato tre riferimenti da seguire: "Prevedere i bisogni futuri, fare politica di prevenzione e promuovere la ricerca".

Autori: 
Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

terremoto a Norcia

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato.

Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.