fbpx Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana | Scienza in rete

Silvio Garattini applaudito al Festival di Sarzana

Primary tabs

Read time: 1 min

Silvio Garattini ha tenuto questa mattina il suo intervento come da programma durante l'ultimo giorno del Festival della mente di Sarzana. Il pubblico ha riempito fino all'ultimo posto disponibile la Sala Canale Lunense per ascoltare il Direttore dell'istituto Mario Negri, nonostante le contestazioni di  gruppi di animalisti che anche oggi hanno cercato di ostacolare e boicottare la partecipazione di Garattini, accusandolo di "inciviltà" dopo le provocazioni delle ultime settimane (continuate fino a ieri, alla Festa del Libro di Montereggio).
Silvio Garattini, supportato da un lungo applauso del pubblico, non ha risposto tuttavia alla contestazione in sala, se non aspettando di poter prendere la parola sul tema dell'invecchiamento cerebrale e dello stato dell'arte degli studi sull'Alzheimer, un "termine generale che comprende in realtà diverse malattie".

Per contrastare l'evoluzione della malattia, i possibili interventi pratici sono seguire una dieta varia e moderata, impegnarsi nell'attività fisica e cercare di stimolare l'attività intellettuale con la curiosità e, soprattutto, con l'interazione sociale e la creatività. Silvio Garattini ha sottolineato che proprio quest'ultima è "un atteggiamento della mente che non accetta il vecchio, ma affronta il nuovo senza convinzioni precostituite". 

Prima di rispondere alle domande del pubblico in sala, Garattini ha indicato tre riferimenti da seguire: "Prevedere i bisogni futuri, fare politica di prevenzione e promuovere la ricerca".

Autori: 
Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.