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Cnr: parte il viaggio nell' "Italia del futuro"

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Parte il prossimo mercoledì, 17 aprile, “Italia del futuro”, il viaggio alla scoperta delle più significative eccellenze italiane promosso dal ministero degli Affari Esteri e realizzato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con IIT, INFN e l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Una selezione di 20 exhibit interattivi saranno ospitati, a partire dalla sede di Tokyo, negli Istituti Italiani di Cultura di Giappone, Stati Uniti e Europa, allo scopo di presentare e promuovere la scienza e tecnologia italiane come cardini dello sviluppo.

Si tratta di un percorso espositivo ideato da Manuela Arata e curato dalla Sezione divulgazione scientifica dell’Ufficio promozione e sviluppo del Cnr, che si articola in cinque sezioni:
‘Un nuovo Made in Italy’ mostra i dispositivi tecnologici sviluppati dall’Ente quali i tessuti ‘a lavatrice zero’ (Istec-Cnr), i sensori elettronici per la rilevazione di CO2 nelle bottiglie di vino (Cnr-Ifn), e dispositivi fotovoltaici di terza generazione (Cnr Nano e Iit). Dall’Insean-Cnr provengono i modelli di carene di motoscafi e navi militari utilizzati per prove di idrodinamica che costituiscono l’area dei ‘Trasporti’, mentre nell’area ‘Medicina’ sono presenti, tra l’altro, gli impianti ossei di ultima generazione ‘Bone Aid’ (Istec-Cnr) e i sistemi per la riabilitazione degli arti sviluppati dall’Iit ‘ArBot’ e ‘WristBot’. Il Politecnico di Milano cura una particolare esposizione di ‘gioielli e quadri al titanio’.

“Questa mostra è uno spaccato rappresentativo dell'eccellenza scientifica italiana, che dimostra in modo creativo e intrigante quanto la ricerca sia importante e utile per la crescita e il miglioramento delle condizioni di vita in ogni Paese. Un invito a sostenere gli investimenti in ogni settore della conoscenza, anche in tempi di crisi globale”, ha dichiarato il Presidente del Cnr Luigi Nicolais.

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Divulgazione Scientifica

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immagine di laboratorio contrapposta a immagine di campo coltivato

L’idea che “naturale” significhi automaticamente migliore, più sano o più etico domina ancora il dibattito pubblico sull’agricoltura. Ma le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) mettono in crisi questa narrazione: non imitano la natura, la rendono più controllabile. A partire dal libro "La speranza verde” di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara, Gilberto Corbellini smonta i miti sul biologico, analizza le critiche alle biotecnologie agrarie e mostra come, tra marketing, ideologia e paura degli OGM, la discussione scientifica risulti spesso sostituita da slogan emotivi.

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