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Immagine appannata

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Le conquiste della scienza, della medicina e della tecnologia sono ancora considerate il fiore all'occhiello degli Stati Uniti, ma la percentuale di americani che le ritiene tali è crollata negli ultimi dieci anni. I risultati resi noti in questi giorni da un rapporto del Pew Research Center sono stati elaborati in base ai dati raccolti nel corso di sondaggi telefonici. Con due indagini rivolte al pubblico si sono valutate rispettivamente le opinioni di 2.000 persone scelte a caso tra la popolazione in generale sulla scienza e le conoscenze di un altro migliaio al riguardo. Un terzo sondaggio, condotto su un campione di soci dell'American Association for the Advancement of Science, ha fatto da controllo, permettendo di confrontare le risposte della gente comune con quelle di scienziati o comunque di appassionati.    

La percentuale di americani che considera le conquiste scientifiche le più importanti del Paese è scesa nell'ultimo decennio dal 47 al 27 per cento e sebbene il 64 per cento ritenga il livello scientifico degli Stati Uniti al di sopra della media, solo il 17 per cento pensa che sia il migliore del mondo.

Pew Research Center 9-7-2009

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Scienza USA

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Come cominciano i terremoti

faglia di terremoto

Analizzando i primi secondi delle onde P, le prime a essere registrate dai sismometri durante un terremoto, un gruppo di ricercatori ha mostrato che è possibile stimare la magnitudo del terremoto. Il loro risultato si aggiunge al lungo dibattito sulla natura deterministica dei fenomeni di rottura all’origine dei terremoti e dunque sulla loro prevedibilità e ha implicazioni per i sistemi di allerta sismica precoce.

Nell'immagine due geologi dell'USGS misurano una rottura di faglia causata dai terremoti di Ridgecrest in California nel 2019. Foto di Ben Brooks/USGS (CC0).

È possibile prevedere la magnitudo di un terremoto osservando le onde sismiche nei loro primissimi istanti? Gli scienziati dibattono da decenni intorno a questa domanda, che è centrale per la progettazione dei sistemi di allerta sismica precoce.

Uno studio pubblicato recentemente da un gruppo di sismologi dell'Università di Napoli Federico II mostra che è possibile, analizzando circa 7000 onde sismiche relative a 200 terremoti avvenuti in tutto il mondo con magnitudo tra 4 e 9.