fbpx La longevità viene da Rapa Nui | Scienza in rete

La longevità viene da Rapa Nui

Primary tabs

Read time: 1 min

Sembra lo spunto ideale per un film: nel terreno di un'isola esotica si nasconde l'elisir di lunga vita. Nella realtà però la rapamicina, sostanza isolata per la prima volta nel terreno dell'Isola di Pasqua, Rapa Nui in lingua polinesiana, è già utilizzata da tempo in clinica per le sue capacità antirigetto e immunosoppressive. La novità è che, per lo meno nei topi, aumenta la durata della vita di una quota variabile tra il 28 e il 38 per cento. E' la prima volta che un farmaco produce un effetto simile su un mammifero. L'unico metodo che finora si era dimostrato efficace in questo senso è una drastica riduzione dell'apporto calorico, ma non tutti sono disposti a fare la fame per vivere qualche anno in più. La soluzione ideata da  David Harrison, professore del  Jackson Laboratory di Bar Harbor, nel Maine, sembra invece praticabile: una pillola quotidiana a partire dai sessant'anni di età, l'equivalente dei 600 giorni di vita dei topi su cui è stato sperimentato il farmaco. «Il passaggio all'uomo però non è così immediato» ammette Harrison. «Nella pratica gli effetti collaterali del farmaco potrebbero infatti sovrastare i suoi vantaggi».

Nature pubblicato online l'8 luglio 2009 doi:10.1038/nature08221

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

Ho 14 anni. Non permetterò a nessuno di dire che è la più bella età della vita

Giovane solitario

In Italia le politiche rivolte agli adolescenti seguono la cronaca invece dei dati. Dall'imputabilità immediata al divieto dei cellulari a scuola, alle politiche sul lavoro, le risposte istituzionali sono parziali e repressive, e non affrontano le cause. Intanto i diritti sanciti dalla Convenzione ONU sull'infanzia e l’adolescenza restano largamente disattesi.

Foto: Eren Li - Pexels

Siamo in attesa non tanto che qualcuno descriva, come fece Paul Nizan in Aden Arabia, il senso di solitudine, le incomprensioni, le difficoltà o la totale mancanza di comunicazione con il mondo degli adulti, ma che qualcuno, come fece Nuto Revelli ne Il mondo dei vinti, raccolga le testimonianze dell’attuale cultura adolescenziale.