fbpx La finestra dei due gradi | Page 23 | Scienza in rete

La finestra dei due gradi

Read time: 2 mins

Limitare il riscaldamento globale entro la soglia dei 2° per la fine del secolo è possibile, ma diventerà sempre più difficile e costoso se non si riducono le emissioni di gas serra nel breve periodo. Queste le conclusioni dello studio di un gruppo di ricercatori svizzeri, austriaci e statunitensi, pubblicata su Nature Climate Change.

Gli scienziati hanno esaminato le innovazioni tecnologiche e i cambiamenti politici e sociali necessari per evitare che la temperatura media globale superi il limite fissato dagli accordi internazionali sul clima. Nel testo finale della conferenza di Doha, conclusa l'8 dicembre, la soglia critica dei due gradi è stata mantenuta tra gli obiettivi principali. Gli Stati che hanno accettato di continuare a ridurre le emissioni anche dopo la scadenza della prima fase del Protocollo di Kyoto rappresentano però solo il 15% dei gas sarra prodotti nel mondo, circa 50 gigatonnellate all'anno.

Le proiezioni mostrano che nel 2020 le emissioni supereranno le 55 gigatonnellate. Anche a questi livelli, scrivono gli scienziati, sarebbe possibile raggiungere l'obiettivo dei due gradi nel lungo periodo, ma solo mettendo in conto alti costi economici, alti rischi ambientali e sociali e affidandosi a previsioni estremamente ottimistiche sull'efficiacia delle tecnologie attuali e future. Secondo Joeri Rogelj, alla guida del progetto, per contrastare il cambiamento climatico “ci stiamo affidando completamente alla tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio, o a soluzioni ad alto consumo di suolo come la riforestazione e la produzione di biocombustibili. Se vogliamo ridurre la dipendenza dall'uso massiciccio di queste tecnologie, è necessario ridurre le emissioni entro il 2020 e usare l'energia in modo più efficiente”.

Con l'aumento delle emissioni, la finestra di opzioni disponibili per raggiungere l'obiettivo dei due gradi si restringe. “Se vogliamo tenere aperte più soluzioni – scrive Rogelj - dovremmo ridurre le emissioni globali tra le 41 e le 47 gigatonnellate di CO2 equivalente all'anno entro il 2020”. Lo studio sottolinea l'importanza di ridurre la domanda di energia e valorizzare l'efficienza al consumo finale, strategie già segnalate in diverse ricerche recenti. Nel frattempo, la produzione di energia da carbone dovrebbe essere rapidamente dismessa e sostituita con altre fonti meno inquinanti. “Se si volesse davvero raggiungere l'obiettivo dei due gradi – ha detto Kewan Riahi, responsabile del Programma Energia dello IIASA che ha partecipato alla ricerca – si dovrebbe chiudere una centrale a carbone ogni settimana per dieci anni”. 

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

terremoto a Norcia

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato.

Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.

I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.