fbpx Patate dolci e CO2 | Page 14 | Scienza in rete

Patate dolci e CO2

Read time: 1 min

Un team di ricercatori dell'Università delle Hawaii ha dimostrato che coltivando le patate dolci in un ambiente con elevati livelli di anidride carbonica i tuberi hanno dimensioni più grandi del normale.
Nell'esperimento, i cui risultati verranno presentati nel corso del Meeting dell'American Geophysical Union a San Francisco, Hope Jahren e collaboratori hanno coltivato un totale di 64 piante di patate dolci (Ipomoea batatas) in ambienti caratterizzati da quattro differenti livelli di CO2. In uno era riprodotto l'attuale livello di 390 parti per milione, mentre negli altri erano state riprodotte condizioni ambientali con 760 ppm, 1140 ppm e 1520 ppm di anidride carbonica.
Lo sviluppo delle piantine e le condizioni ambientali sono state attentamente controllate per tutti i tre mesi di durata dell'esperimento e al momento della raccolta il team ha rilevato uno stretto legame tra le dimensioni finali dei tuberi e il livello di CO2. In particolare, i tuberi coltivati in un ambiente con 760 ppm di anidride carbonica sono risultati più grandi del 96%.
Ancora tutto da verificare, però, il contenuto nutrizionale dei tuberi sviluppatisi maggiormente grazie all'anidride carbonica. Analoghe ricerche effettuate su riso, frumento e soia, infatti, avevano indicato un calo del contenuto proteico di circa il 15%.

New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Agronomia

prossimo articolo

L'ascesa intermittente del livello del mare nel Salento

grafico innalzamento mare

Nel Salento il mare non sale in modo lineare: avanza a scatti, guidato da dinamiche che nascono lontano, tra Ionio e Atlantico. In un solo anno le variazioni possono superare la tendenza di decenni. Capire questi meccanismi è fondamentale per capire anche i rischi futuri: tra clima globale, correnti e pressione atmosferica, il destino delle coste si gioca su più scale, e riguarda tutti.

Immagine di copertina: GLOBAL_MULTIYEAR_PHY_001_030; DOI: doi.org/10.48670/moi-00021. Crediti: European Union, Copernicus Marine Service Information or Data (2026), ©Mercator Ocean.

Il livello del mare nel Salento non è una progressione costante col riscaldamento globale, ma un’ascesa intermittente influenzata da fenomeni che avvengono nel mar Ionio e nell’oceano Atlantico settentrionale. La variabilità fra due anni consecutivi può persino essere superiore alla tendenza di decenni. Ma come lo sappiamo e cosa implica per i cambiamenti futuri?